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Il dipendente che bigia il posto, rischia il sequestro

del 19/01/2013
di: Debora Alberici
Il dipendente che bigia il posto, rischia il sequestro
Rischia il sequestro del conto in banca e una condanna per truffa il dipendente pubblico che si assenta ingiustificatamente dal posto di lavoro.

È quanto affermato dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 2723 del 18 gennaio 2013.

La vicenda riguarda un impiegato di un distaccamento del ministero a Siena. L'uomo si era ripetutamente assentato dal lavoro senza alcuna giustificazione valida. Per questo erano scattate le accuse per truffa.

Ma il Gip aveva disposto il sequestro finalizzato alla confisca per equivalente sul suo conto bancario.

La misura è stata confermata dal Tribunale delle Libertà toscano. Ora la Cassazione l'ha resa definitiva. Insomma, dal momento che l'assenteismo ingiustificato può integrare il reato di truffa e quindi un danno per l'Erario i giudici hanno ritenuto legittimo il sequestro.

Inutile il ricorso alla Suprema corte da parte della difesa che ha lamentato alcune violazioni di legge. Infatti la seconda sezione penale della Cassazione, confermando integralmente le motivazioni di merito ha respinto il ricorso. Anche la Procura generale del Palazzaccio ha chiesto al Collegio di legittimità la conferma del sequestro.

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