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Assist al fisco sui movimenti bancari pericolosi

del 19/01/2013
di: di Debora Alberici
Assist al fisco sui movimenti bancari pericolosi
La Cassazione serve un assist al fisco sugli accertamenti bancari. Infatti i movimenti sospetti sul conto non solo legittimano l'accertamento fiscale ma anche il sequestro finalizzato alla confisca per evasione. Di più, se suffragati da altri elementi il giudice può tenerne conto per la condanna penale.

Sono questi gli interessanti principi sanciti dalla Suprema corte con la sentenza n. 1261/2013 che in tempi di «Serpico» e delle indagini bancarie per il contrasto alla lotta all'evasione delle imposte acquistano maggiore rilevanza.

Insomma se è vero e resta ferma la costante affermazione della giurisprudenza per cui i movimenti sospetti in banca non radicano da soli la responsabilità penale per evasione fiscale è altrettanto vero, chiarisce in questo importante documento la terza sezione penale, che nella fase cautelare, sequestro nell'ambito dell'inchiesta per evasione fiscale, possono far scattare autonomamente la misura.

Quindi, la misura potrebbe venir meno solo se la difesa adduce elementi contrari giustificando il prelievo o il versamento. Per la terza sezione penale è corretta la tesi che i regimi di presunzione legale operanti in campo tributario non possono essere utilizzati, sic et simpliciter, in sede penale. Infatti, gli accertamenti della guardia di finanza si fondano su un accertamento di esclusiva matrice tributaria, durante il quale la prova della responsabilità tributaria del soggetto si forma al termine di un processo esclusivamente presuntivo, in considerazione della circostanza che laddove il soggetto sottoposto a verifica non offra la prova contraria rispetto alla contestazione, si forma, a contrario, la prova della infrazione della normativa tributaria.

Tuttavia, spiegano gli Ermellini, per quanto concerne la diversa questione della applicazione di questi principi in sede cautelare reale, è stato affermato che «il tribunale, in sede di riesame di un provvedimento cautelare emesso per un reato tributario, non è tenuto ad accertare l'imponibile e l'imposta evasa contestata al contribuente, in quanto l'accertamento incidentale, proprio del giudizio di riesame, non prevede l'esercizio di poteri istruttori da parte del giudice della cautela».

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