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Rischio rincari per i compensi dell gare pubbliche

del 19/01/2013
di: di Giovanni Galli
Rischio rincari per i compensi dell gare pubbliche
Rischio rincari per le parcelle di ingegneri e architetti. Il nuovo regolamento sui compensi professionali per le gare pubbliche potrebbe prevedere valori più alti rispetto a quelli delle precedenti tariffe professionali e, quindi, si porrebbe in violazione del vincolo normativo contenuto nella legge 27/2012 sull'obbligo di non superare le precedenti remunerazioni previste dal decreto 4 aprile 2001. Sarebbe questo, da indiscrezioni filtrate in queste ultime ore, il tenore del parere che il Consiglio Superiore dei lavori pubblici sta per emettere a seguito della riunione tenuta il 15 gennaio. L'organo tecnico-consultivo ha infatti concluso, in questa settimana, l'esame dello schema di regolamento del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per la determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara per l' affidamento dei contratti pubblici di servizi di architettura e ingegneria. Le disposizioni regolamentari, che sostituiranno quelle del capo V del decreto 140 dell'agosto scorso (valido per tutte le attività professionali), sono emanate ai sensi dell'articolo 9 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 La legge n. 27 ha infatti previsto una disciplina speciale, a parte rispetto alle altre professioni, sia per determinare gli importi stimati dei progetti da affidare, sia per classificare le prestazioni di ingegneria e architettura, dopo che la legge 1/2012 ha abrogato tutte le tariffe. In realtà le tariffe degli ingegneri e architetti, stando anche a quanto si afferma nella relazione introduttiva allo schema di regolamento, continuano anche oggi ad applicarsi, in attesa del varo del dl nuovo dm al quale da mesi stanno lavorando i due dicasteri interessati e, a supporto del Ministero della giustizia, i Consigli Nazionali di ingegneri e architetti. Il punto, particolarmente delicato, che il Consiglio Superiore dei lavori pubblici avrebbe sollevato riguarda il rispetto del vincolo della norma primaria che stabilisce che i parametri individuati con il nuovo dm non devono condurre alla determinazione di un importo a base di gara superiore a quello derivante dall'applicazione delle tariffe professionali vigenti prima dell'entrata in vigore del decreto. I tecnici che hanno esaminato le complesse tabelle dello schema avrebbero infatti rilevato da un lato una insufficienza di elementi in grado di provare il rispetto del vincolo normativo e, dall'altro lato, avrebbero rilevato che le esemplificazioni (relative ai nuovi parametri che non superino in valore quelli precedenti) effettuate negli allegati allo schema non coprirebbero tutte le ipotesi che si possono verificare. In altre parole, per come sono previsti i parametri di incidenza e i gradi di complessità riferiti alle singole prestazioni, la loro applicazione condurrebbe in alcuni casi a valori da porre a base di gara più elevati rispetto a quelli del vigente dm 4 aprile 2001. Se quanto emerso fosse confermato ufficialmente significherebbe che il testo non potrebbe essere inviato al Consiglio di Stato e alla Corte dei conti che, evidentemente, lo boccerebbero immediatamente. Per evitare tutto ciò i funzionari dei Ministeri interessati starebbero quindi informalmente esaminando il contenuto dei rilievi del Consiglio Superiore per valutare eventuali correzioni del testo. Un pronunciamento negativo sul rispetto del vincolo di non superamento delle precedenti tariffe finirebbe comunque per ritardare il varo di un testo particolarmente atteso dalle categorie professionali e della stazioni appaltanti che attendono nuove indicazioni, in linea con le nuove prestazioni richieste dalle nuove norme tecniche che si sono succedute dal 2001 ad oggi. Va infine rilevato che le nuove norme sui parametri per definire gli importi a base di gara sono anche necessarie al fine di non eludere le disposizioni in materia di applicazione delle soglie di applicazione delle norme europee evitando e delle soglie di applicazione previste dal Codice dei contratti pubblici e dal suo regolamento attuativo.

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