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Anagrafe per il monitoraggio dei conti a primavera

del 18/01/2013
di: di Fabrizio G. Poggiani
Anagrafe per il monitoraggio dei conti a primavera
Super anagrafe delle movimentazioni bancarie ancora in «stand by», con possibile prima trasmissione entro aprile 2013 per i dati relativi al 2011, mentre per i dati 2012 la data è luglio 2013.

L'art. 11, dl n. 201/2011 (cosiddetta «Manovra Monti») ha introdotto un'assoluta novità per il monitoraggio dei redditi dei contribuenti, prevedendo la comunicazione non solo dei rapporti aperti con gli operatori finanziari, ma anche l'invio delle movimentazioni che hanno interessato i citati rapporti.

Come ricordato nel corso del Videoforum 2013 di ItaliaOggi di ieri, il comma 2, del citato art. 11 ha previsto che con decorrenza dal 1° gennaio 2012, gli operatori finanziari (banche, poste, società di intermediazione e quant'altro) sono obbligati annualmente a comunicare le movimentazioni che interessano i rapporti già comunicati all'Anagrafe tributaria; saranno indicati i saldi iniziali e quelli finali di periodo, gli importi riferibili agli accrediti e agli addebiti, nonché la frequenza degli accessi alle cassette di sicurezza, le gestioni patrimoniali e delle carte di credito e le garanzie e i finanziamenti.

Con la nuova procedura, che le Entrate stanno ultimando dopo aver ricevuto il via libera dal Garante privacy, che privilegia la connessione «application-to-application», la predisposizione del file non potrà che essere esclusiva dall'operatore finanziario che non potrà avvalersi di soggetti terzi, come i noti intermediari, utilizzando meccanismi automatizzati di estrazione, composizione, compressione e cifratura, con mantenimento dello stesso nei tempi strettamente necessari allo scambio.

Pertanto, con il via libera al provvedimento, l'Agenzia delle entrate potrà procedere all'acquisizione dei dati e delle informazioni riguardanti i periodi d'imposta 2011 e 2012.

Le informazioni si collocheranno in una sezione speciale dell'Anagrafe tributaria, saranno conservate al massimo per sei anni, saranno maneggiate a livello centrale da pochi addetti e potranno essere utilizzate per intercettare situazioni e fenomeni evasivi o elusivi di una certa entità, sia agli effetti dell'imposizione diretta che di quella indiretta.

I verificatori, funzionari delle Entrate o della Guardia di finanza, potranno acquisire le informazioni riferibili a dette movimentazioni, previo ottenimento delle autorizzazioni necessarie, a pena di nullità dell'accertamento, e mediante richiesta «telematica», come avviene per qualsiasi indagine finanziaria, mentre la direzione centrale potrà utilizzare dette movimentazioni per lo sviluppo di liste selettive di contribuenti «a maggior rischio evasione».

In effetti, per il solo accesso, resta tassativa la presenza di una preventiva autorizzazione del direttore centrale dell'accertamento o del direttore regionale dell'Agenzia delle entrate o del comandante regionale del corpo della Guardia di finanza; il comma 4, dell'art. 11, dl n. 201/2011, infatti, richiama il comma 11, dell'art. 7, dpr n. 605/1973. Per lo sviluppo delle liste selettive dei contribuenti assoggettabili a controlli fiscali, è necessaria l'emanazione di uno specifico provvedimento direttoriale, anch'esso soggetto al vaglio del Garante sulla privacy, come indicato dal comma 4, del citato art. 11, ma sarà importante che l'Amministrazione finanziaria utilizzi con cura e con i necessari filtri le stesse informazioni ottenute, stante la notevole mole e la sensibilità dei dati presenti e comunicati. Risulta evidente che i dati in ingresso saranno confrontati con i redditi e i volumi d'affari dichiarati in ogni periodo d'imposta e, in presenza di rilevanti anomalie o non congruità rispetto alle risorse detenute e utilizzate, il contribuente si ritroverà collocato nella lista dei cattivi, con la seria possibilità di subire un accertamento a cura dell'ufficio periferico di pertinenza, senza dover ottenere alcuna preventiva autorizzazione per l'avvio dell'accertamento.

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