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Restituzioni in 48 mesi, la norma alle sezioni unite

del 17/01/2013
di: Valerio Stroppa
Restituzioni in 48 mesi, la norma alle sezioni unite
La decorrenza del termine di 48 mesi per chiedere il rimborso delle imposte pagate in base a una norma poi bocciata dalla Corte Ue finisce alle sezioni unite. Così ha deciso la 6° sezione civile della Cassazione con l'ordinanza interlocutoria n. 959/13, depositata ieri. Il caso verteva sulla restituzione dell'Irpef versata da un contribuente sull'incentivo all'esodo, relativamente agli anni 2001-2004. Il vecchio Tuir prevedeva infatti una tassazione dimezzata sulla buonuscita percepita dai lavoratori, ma l'agevolazione era accessibile solo a fronte del raggiungimento di un requisito anagrafico: 50 anni di età per le donne e 55 per gli uomini. Nel luglio 2005 la Corte di giustizia ha ritenuto tale disparità di trattamento in contrasto con la direttiva n. 76/207/Cee (sentenza C-207/04). Nonostante ciò, con la risoluzione n. 112/2006 l'Agenzia delle entrate è rimasta ferma sulla propria posizione, continuando a negare il beneficio agli «esodati» uomini di età compresa tra i 50 e i 55 anni. Nuovamente investiti della questione, i giudici del Lussemburgo hanno ribadito nel gennaio 2008 come fosse compito delle autorità degli stati membri adottare i provvedimenti di adeguamento. Nel frattempo, però, la magistratura nazionale avrebbe dovuto disapplicare le norme discriminatorie. Da qui il cambio di rotta dell'amministrazione finanziaria. Ma il tema della decorrenza del termine per i rimborsi è rimasto aperto: i 48 mesi partono dal pagamento, riducendo quindi le possibilità per i contribuenti di chiedere il rimborso, o dalla data della sentenza della Corte Ue? Sul punto la giurisprudenza di merito è andata in ordine sparso. La Ctr Veneto, per esempio, ha optato per la prima soluzione (sentenza n. 40/01/11), mentre la Ctr Toscana per la seconda (sentenza n. 92/01/12, si veda ItaliaOggi del 5 dicembre scorso). Nell'ordinanza in commento la Cassazione richiama i precedenti già registrati in altri casi, per esempio quelli relativi al rimborso dell'Iva auto e all'imposta di consumo sugli oli lubrificanti. Opinioni discordanti pure in sede di legittimità: la sezione tributaria della Suprema corte ha optato per la data dell'overruling giurisprudenziale (sentenza n. 22282/2011), altre sezioni per il momento del versamento (sentenze nn. 4670/2012 e 13087/2012). Per risolvere definitivamente la questione, quindi, è arrivata la decisione di rimettere gli atti al primo presidente per l'eventuale assegnazione del ricorso alle sezioni unite.

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