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Riforma forense da rivedere,mediazione no senza ma

del 17/01/2013
di: Gabriele Ventura
Riforma forense da rivedere,mediazione no senza ma
Modificare la riforma forense e continuare la battaglia contro la nuova geografia giudiziaria e ogni tentativo di reintrodurre la mediazione obbligatoria. Queste le priorità della nuova giunta dell'Organismo unitario dell'avvocatura, guidata da Nicola Marino, che domani si riunirà in assemblea per mettere a punto l'agenda giustizia, iniziando da subito un serrato dibattito con tutti gli schieramenti impegnati in questa campagna elettorale. Le priorità le ha anticipate a ItaliaOggi lo stesso Marino, che ha preso il posto, alla guida dell'Oua, di Maurizio de Tilla. Impegnandosi però a coinvolgere maggiormente la base nelle scelte politiche dell'Organismo.

Domanda. Presidente, quali saranno le priorità della vostra «agenda»?

Risposta. Anzitutto, cercheremo di apportare delle modifiche alla riforma forense approvata il mese scorso dal parlamento. Diverse cose non vanno, a partire dall'accesso. A nostro avviso bisogna introdurre il numero chiuso alla facoltà di giurisprudenza, oppure prevedere un primo triennio universitario uguale per tutti e poi due specializzazioni differenti: una dedicata agli studenti che intendono accedere alla professione di avvocato, notaio o magistrato. L'altro che invece prevede la possibilità di accedere a concorsi pubblici. Bisogna poi modificare l'esame di abilitazione, reintroducendo la possibilità di utilizzare codici commentati.

D. Come la pensa il resto della categoria?

R. Sulla riforma forense c'è convergenza. Nelle nostre assemblee cerchiamo di coinvolgere anche le associazioni maggiormente rappresentative, come l'Anf, le Camere penali e via dicendo. Per quanto riguarda per esempio i giovani avvocati dell'Aiga, condividono in pieno le nostre richieste di modifica. Sempre riguardo i giovani, abbiamo in programma di avviare un confronto con la Cassa di previdenza, per valutare il regolamento che sarà predisposto sulla iscrizione automatica prevista sempre dalla riforma forense. Vogliamo infatti proporre delle aliquote progressive per scaglioni, in modo da consentire ai giovani con redditi medio bassi di versare contributi equiparati alle loro possibilità.

D. Riguardo la governance invece?

R. Cercheremo di portare avanti il deliberato del congresso nazionale, che ha riconosciuto l'Oua come unico soggetto deputato a rappresentare la linea politica dell'avvocatura.

D. Altri punti della vostra «agenda»?

R. Intendiamo partecipare alla riforma della giustizia intesa ad ampio raggio e saremo in prima linea nei ricorsi al Tar sulla geografia giudiziaria.

D. Darete quindi continuità alle battaglie intraprese della giunta passata?

R. Porteremo avanti tutte le battaglie che la vecchia giunta dell'Oua ha già messo in cantiere, dalla mediazione alla geografia giudiziaria, alla governance fino all'accesso della professione. Ci sarà solo un cambiamento di metodo. L'attuale gestione, infatti, sarà più coinvolgente nei confronti di assemblea e giunta, con l'obiettivo di arrivare sempre a delibere condivise da tutti. In proposito abbiamo già individuato delle commissioni di studio e istituiremo un gruppo di lavoro per articolare in maniera razionale le richieste di riforma.

D. Per quanto riguarda invece i rapporti con la politica? Come seguirete questa campagna elettorale?

R. Abbiamo inviato richieste di incontro a tutti i rappresentanti di partito. La prima occasione sarà per sabato 19 gennaio, in occasione dell'assemblea Oua, dove abbiamo invitato rappresentanti di partiti politici, ai quali consegneremo il nostro documento. A tutti, comunque, chiederemo appoggio per le nostre richieste e istanze.

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