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Registro antiriciclaggio, Gdf in stand-by

del 17/01/2013
di: di Lucino De Angelis
Registro antiriciclaggio, Gdf in stand-by
Il registro antiriciclaggio cartaceo può essere esibito alla Gdf entro tre giorni dalla richiesta degli organi accertatori e non è necessario trascrivere in archivio i dati del titolare effettivo. Anche quando gli studi professionali si avvalgano di collaboratori con partita Iva autonoma, gli obblighi antiriciclaggio atterranno esclusivamente al tutor.

Sarebbero questi secondo quanto risulta a ItaliaOggi le posizioni (soft) assunte dal Mef in relazione ad alcuni rilevanti problemi aperti in tema di antiriciclaggio per gli studi professionali.

Il problema della esibizione dell'archivio cartaceo

Uno dei temi di assoluta rilevanza nella ispezione degli studi professionali attiene alla possibilità, nel caso di tenuta di un archivio cartaceo, di produrre «i dati e le informazioni in esso registrati entro tre giorni dalla richiesta degli organi ispettivi».

Tale possibilità è prevista dall'art. 38, comma 4 del dlgs 231/07 in merito al registro della clientela di cui al comma 2 dello stesso articolo, registro che, peraltro, consentirebbe di trascrivere solo i dati identificativi del cliente e di inserire i dati attinenti alle prestazioni nel fascicolo del cliente. Ebbene l'orientamento del Mef è quello di ritenere valido l'intervallo dei tre giorni fra richiesta e data di consegna (come peraltro si legge anche nell'allegato tecnico n. 6, alla circolare interna della Gdf n. 83607 del 19 marzo scorso) anche per gli attuali archivi cartacei.

Tale possibilità potrebbe, evidentemente, consentire sistemazioni dell'archivio nei giorni successivi alla richiesta di esibizione della Gdf.

Sempre in merito all'archivio poi, viene ribadita la posizione già emersa nel corso della videoconferenza di ItaliaOggi del 20 maggio 2010, secondo cui nel registro antiriciclaggio non è d'obbligo, ad oggi, per i professionisti, inserire i dati dell'eventuale titolare effettivo della società o ente nei confronti del quale si effettua una consulenza.

Gli obblighi del collaboratore di studio

Di estremo interesse appaiono, poi, i chiarimenti relativi agli obblighi antiriciclaggio negli studi professionali dei collaboratori di studio che agiscono attraverso specifica e propria partita Iva. A riguardo, viene chiarito che sia la tenuta dell'archivio, ma anche gli obblighi di adeguata verifica, sono esclusivamente da ritenersi in capo al tutor.

È lo stesso, infatti, che, incaricato della prestazione, avrà tutti gli elementi per effettuare l'adeguata verifica in capo al cliente, provvedendo altresì a registrare lo stesso in archivio unico.

Il collaboratore, quindi, remunerato dallo stesso studio, anche se incaricato di svolgere alcune funzioni di carattere professionale (per esempio tenuta di alcune contabilità, predisposizioni di pareri ecc.) non sarà assoggettato ad assolvere in proprio gli obblighi antiriciclaggio.

Adeguata verifica

In merito alla adeguata verifica, un tema di rilievo assoluto riguarda le difficoltà di individuare il titolare effettivo nei casi in cui il pacchetto di controllo sia gestito da società fiduciarie residenti in paesi esteri (per esempio Svizzera). In questo caso, la fiduciante non sarà tenuta a fornire al professionista alcuna informazione. Sarà, quindi, compito di quest'ultimo valutare se dar corso alla prestazione professionale ovvero astenersi valutando se effettuare la segnalazione di operazione sospetta.

In tema di adeguata verifica, peraltro, fonti ministeriali preannunciano una imminente circolare informativa in merito alla applicazione del nuovo articolo 23-bis del dlgs 231/07. Tale circolare dovrebbe chiarire i termini di operatività della norma che, come noto è finalizzata, nel caso in cui il cliente non rendesse reperibili i propri dati, alla restituzione allo stesso degli anticipi ricevuti a mezzo di apposito bonifico bancario, con l'evidenziazione delle ragioni che hanno determinato tali restituzioni.

I tempi per la registrazione dell'incarico da parte dei sindaci revisori

Inoltre, per ciò che concerne i revisori (o i sindaci revisori) si chiarisce che ai sensi dell'art. 38, comma 1, dlgs 231/07, i trenta giorni per la trascrizione dell'incarico in archivio unico decorrono dalla «accettazione» dell'incarico da parte del professionista (e non quindi dalla trascrizione dello stesso presso il registro delle imprese).

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