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Giovani imprenditori: il boom delle srl a un euro

del 16/01/2013
di: di Simona D'Alessio
Giovani imprenditori: il boom delle srl a un euro
Boom delle srl «a un euro»: nella seconda metà dello scorso anno, infatti, sono state costituite in Italia 2 mila e 941 società a responsabilità limitata semplificate e 1.221 a capitale ridotto, per un totale di 4 mila 162 realtà. E l'opportunità, destinata in parte soltanto agli imprenditori con meno di 35 anni, è stata colta soprattutto in quattro regioni, ossia Lazio (631), Campania (598), Lombardia (506) e Sicilia (347). È il risultato del monitoraggio effettuato dal Consiglio nazionale del notariato e da Infocamere (l'azienda informatica delle camere di commercio), da cui si desume come la chance, offerta dai decreti liberalizzazioni e sviluppo del governo Monti (convertiti nelle leggi 27/2012 e 134/2012), di realizzare modelli societari «soft» per mettersi in proprio stia facendo presa nelle giovani generazioni; i dati sono stati diffusi ieri, a Roma, nel corso della conferenza di presentazione della piattaforma web www.larancia.org, una sorta di prontuario multimediale interattivo, dedicato ai ragazzi che sono interessati a trasformare un'idea in un lavoro. Le grandi città della penisola e un'area del Meridione, la Campania, fanno la parte del leone, poiché il maggior numero di società (sia nella formula con capitale minimo di un euro e massimo di 10 mila, sia nell'altra tipologia, che prevede egualmente la possibilità di dotarsi di un capitale iniziale di un euro, ma apre alla partecipazione in qualità di soci anche agli over 35) è stato avviato a Roma (nel complesso 466), a seguire c'è Napoli (253), poi Milano (213), Salerno (128) e Caserta (125); a livello regionale, le cifre indicano come in Campania siano state create più srl semplificate (483), subito si attestano il Lazio (462), la Lombardia (343) e la Sicilia (273), mentre per quelle a capitale ridotto il podio spetta al Lazio (169), sul secondo gradino c'è la Lombardia (163), di seguito l'Emilia-Romagna (119) e ancora la Campania (115).

La crisi finanziaria e occupazionale, dunque, spinge prevalentemente i giovani del Centro-Sud a tentare la carta dell'attività autonoma, servendosi di un modello societario esente da diritti di bollo e di segreteria e, anche se l'atto va depositato dal notaio, non bisogna corrispondere un onorario. E i professionisti, insieme all'università Luiss, scelgono di fare un passo ulteriore («senza alcuna autoreferenzialità, ma promuovendo la nostra funzione sociale», dichiara Gabriele Noto, consigliere del Cnn) grazie a una community caratterizzata da una forte presenza sui social network, Facebook, Twitter e su YouTube, per sostenere i futuri imprenditori attraverso documenti affidabili, aggiornati, immediatamente disponibili online, e consentendo agli utenti di dialogare in rete con un gruppo di notai per sciogliere qualunque dubbio sulla strada della realizzazione di un piano aziendale.

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