Consulenza o Preventivo Gratuito

Redditometro, pronti i software di memorizzazione

del 16/01/2013
di: di Cristina Bartelli
Redditometro, pronti i software di memorizzazione
Una contabilità familiare a misura di redditometro e viceversa, un redditometro a misura di contabilità familiare. Un software su cui memorizzare le informazioni per giustificare le spese più rilevanti, con delle finestre che mettano in evidenza le variabili di calcolo rilevate anche dall'Istat. Un software che nelle versioni definitive sarà quanto più possibile vicino allo strumento utilizzato dall'Agenzia delle entrate e abbandonerà i parametri del redditest. Sono queste alcune delle novità in arrivo nel gestionale che le case produttrici di software stanno predisponendo e offriranno entro fine mese agli intermediari fiscali (commercialisti, Caf, centri di assistenza fiscale e associazioni di categoria). «Le elaborazioni necessarie a evidenziare i dati di calcolo», rassicura a ItaliaOggi Bonfiglio Mariotti, presidente di Assosoftware, l'associazione che rappresenta le software house, «verranno effettuate nel rispetto della compliance con il software Sogei».

Dalle considerazioni degli esperti informatici, sul nuovo applicativo, emergono i distinguo tra Redditest, software di autodiagnostica messo a disposizione sul sito dall'Agenzia delle entrate, e il vero e proprio redditometro. L'attuale calcolo del Redditest si avvicina, in prima approssimazione, al calcolo del redditometro come previsto dal decreto del 24 dicembre 2012 ma, spiega a ItaliaOggi Bonfiglio Mariotti, «non è esattamente la stessa cosa per due aspetti fondamentali: il Redditest esamina l'intero nucleo familiare e alla fine l'indicazione di coerenza è sul reddito del nucleo, il redditometro verifica la singola persona fisica e accerta le spese del singolo arrivando al reddito presunto dello stesso; in secondo luogo il Redditest effettua sempre una regressione statistica sulle singole variabili di spesa assegnando a ciascuna un coefficiente di peso, il redditometro invece somma le singole spese effettive come risultano in Anagrafe tributaria e solo per alcune considera il valore medio risultante dalle tabelle Istat».

Alcune software house rilasceranno le prime procedure già entro gennaio o ai primi di febbraio utilizzando il motore reso a disponibile a novembre, il Redditest. Successivamente verranno fatti i necessari adeguamenti al nuovo motore griffato Sogei e se la tempistica sarà rispettata anche questo arriverà entro gennaio.

«Il Redditest è predisposto solo per l'annualità 2011 (come peraltro l'applicazione di Sogei)», per gli anni precedenti spiega Mariotti, «siamo in attesa di ricevere istruzioni». Le metodologie, comunque, non dovrebbero cambiare in base all'annualità, ma fanno notare da Assosoftware: «Il problema semmai riguarda i contribuenti che riusciranno a reperire le informazioni non presenti sui sistemi informativi con più difficoltà».

Per quanto riguarda i beni della lista Istat solo i prodotti software più avanzati terranno conto delle variabili di calcolo. L'informazione sarà esposta a video e nelle stampe di controllo. Intanto anche se la struttura dello strumento, così come spiegata, ricorda i prodotti degli studi di settore, al momento è priva di una nota metodologica. Gli ultimi passi informatici scioglieranno infine i dubbi se aggregare le voci di spesa in maniera più analitica o al contrario mantenere il lavoro come attualmente è per masse. Inoltre «il sistema di interfacciamento», spiega il presidente di Assosoftware, «con il motore di calcolo prevede variabili di ritorno sul valore del reddito congruo che non sono valorizzate dal motore stesso. Sarà da capire se», continua Mariotti, «la nuova versione valorizzerà o meno tali variabili che potrebbero essere utili alla valutazione del risultato, attualmente limitato alla segnalazione di coerenza o di non coerenza». Sull'utilità dello strumento Mariotti non sembra nutrire dubbi ed è anzi una voce fuori dal coro delle polemiche di queste settimane, evidenziando la trasparenza del meccanismo: «Possiamo dire che, dal punto di vista della trasparenza, la normativa del nuovo redditometro approvata nel 2010 dal governo Berlusconi e i comportamenti di Sose e dell'Agenzia delle entrate sono molto collaborativi e chiari, con tutti gli strumenti messi a disposizione degli intermediari e delle software house che stanno realizzando i nuovi programmi che consentiranno ai contribuenti di capire in anticipo e decidere se e come aderire al patto con il fisco.

D'altra parte», aggiunge Mariotti, «nei paesi più avanzati e più democratici la tracciabilità delle spese personali oltre che aziendali è realtà da tempo ed è ovviamente legata agli strumenti informatici. I rapporti telematici con il sistema bancario e quelli con la Pubblica amministrazione ormai obbligatori, come invocati da tutti, sono realtà, così come la necessità di avere un fascicolo personale e familiare sarà uno stimolo importante al controllo dei costi».

© Riproduzione riservata

vota