Sono i comuni, pertanto, che devono sopportare il maggior onere per far sì che la macchina elettorale funzioni a dovere. Questi, infatti, devono corrispondere ai componenti del seggio elettorale (1 presidente, 4 scrutatori e 1 segretario), i rispettivi onorari. In questa tornata elettorale (tranne nelle regioni dove non si vota per il presidente e il consiglio regionale), al presidente di seggio spetteranno 187 euro, mentre a scrutatori e segretari andranno 145 euro. Le amministrazioni comunali potranno anche pianificare turnazioni di lavoro straordinario del personale in organico, necessario al corretto svolgimento delle elezioni. A tal fine, potranno essere rimborsati dallo stato prestazioni di lavoro straordinario (il cosiddetto periodo elettorale) svolte dal 24 dicembre scorso sino al 26 marzo prossimo. Ma vi è di più. Qualora l'ente non riesca a fronteggiare con il proprio personale le esigenze correlate alle elezioni, potrà stipulare contratti individuali di lavoro a tempo determinato, per il periodo che intercorre tra la data di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi e il 30° giorno successivo alla stessa consultazione. Le spese per l'assunzione di tale personale, considerato che le rimborsa il Viminale, non gravano sul bilancio comunale e quindi non soggiacciono ai limiti vigenti in materia di spesa per il personale (ex. art. 9, comma 28 dl n. 78/2010). In ogni caso, qualunque sia la natura e l'ammontare delle spese sostenute, i comuni dovranno redigere apposita rendicontazione delle stesse da trasmettere alle prefetture entro il 24.8.2013, a pena di decadenza.
Per quanto riguarda le regioni interessate anche dalla consultazione elettorale regionale, il riparto delle spese si intende nella misura di due terzi a carico dello stato e di un terzo a carico della regione. In queste regioni, ai presidenti di seggio andranno 224 euro, mentre 177 euro sono previsti per scrutatori e segretari.
Antonio G. Paladino
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