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Elezioni, sms con il consenso dell'interessato

del 16/01/2013
di: di Antonio Ciccia
Elezioni, sms con il consenso dell'interessato
Propaganda elettorale telefonica o con sms o mail solo con il consenso dell'interessato. Con il provvedimento n. 1 del 10 gennaio 2013, pubblicato sulla G.U. n.11 del 14 gennaio 2013, il garante della privacy ha dettato il vademecum per le prossime elezioni politiche e regionali. Tra l'altro non ci vuole il consenso per i dati tratti dalle liste elettorali e non ci vuole l'informativa per l'invio dei cosiddetti «santini».

Ma vediamo il dettaglio del provvedimento con le istruzioni per partiti, organismi politici, comitati promotori, sostenitori e singoli candidati.

Quando non ci vuole il consenso. Non è necessario il consenso per dati contenuti nelle liste elettorali detenute dai comuni, e per i dati personali di iscritti e aderenti. Lo stesso vale anche per altri elenchi e registri in materia di elettorato passivo e attivo (come l'elenco degli elettori italiani residenti all'estero) e altre fonti documentali detenute da soggetti pubblici accessibili a chiunque. Si possono utilizzare dati raccolti nel corso di relazioni interpersonali avute con cittadini.

Quando ci vuole il consenso. Il consenso è necessario per l'invio di sms, e-mail, mms, per telefonate preregistrate e fax. Ci vuole il consenso anche per i dati raccolti automaticamente su internet o ricavati da forum o newsgroup, liste di abbonati a un provider, dati presenti sul web per altre finalità.

Lo stesso vale per poter usare i dati degli abbonati presenti negli elenchi telefonici, i quali dovranno quindi preventivamente manifestare la loro disponibilità a ricevere questo tipo di telefonate. Sono utilizzabili, ma solo previo consenso, anche i dati relativi a simpatizzanti o altre persone già contattate per singole iniziative o che vi hanno partecipato (per esempio per referendum, proposte di legge, raccolte di firme).

Dati non utilizzabili. Alcuni dati sono off limits. Si tratta degli archivi dello stato civile, dell'anagrafe dei residenti, degli indirizzi raccolti per svolgere attività e compiti istituzionali dei soggetti pubblici o per prestazioni di servizi, anche di cura; delle liste elettorali di sezione già utilizzate nei seggi; dei dati annotati privatamente nei seggi da scrutatori e rappresentanti di lista durante operazioni elettorali.

Informative. I cittadini devono essere sempre informati sull'uso che si fa dei loro dati. Se i dati non sono raccolti direttamente presso l'interessato, l'informativa va data all'atto della registrazione dei dati o al momento del primo contatto. Peraltro il garante ha previsto due deroghe provvisorie per l'obbligo di informativa: 1) i dati siano raccolti direttamente da pubblici registri, elenchi, atti o altri documenti conoscibili da chiunque senza contattare i medesimi interessati; 2) il materiale propagandistico di dimensioni ridotte tali che, a differenza di una lettera o di un messaggio di posta elettronica, non sia possibile inserire un'idonea informativa anche sintetica. La deroga vale fino al 30 aprile 2013. Oltre quella data i dati possono essere conservati e utilizzati, ma solo per esclusive finalità di selezione di candidati alle elezioni, di propaganda elettorale e di connessa comunicazione politica, e solo se si manderà agli interessati entro il 30 giugno 2013, una apposita informativa. Senza l'informativa, i dati devono essere cancellati o distrutti.

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