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Il titolo alza il compenso del commercialista

del 15/01/2013
di: di Debora Alberici
Il titolo alza il compenso del commercialista
Il dottore commercialista che ha svolto attività di perito di parte nell'ambito di un fallimento va liquidato con un compenso calcolato sulla base dei parametri professionali e non con i criteri usati per il Ctu. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 730 del 14/1/13, ha accolto il ricorso di un iscritto all'albo unico. Dando ragione al professionista e ribaltando la decisione del Tribunale di Latina, la sesta sezione civile – 1 ha richiamato un principio generale per cui «poiché l'attività svolta dal consulente di parte nell'ambito del processo ha natura squisitamente difensiva, ancorché di carattere tecnico, mirando a sottoporre al giudicante rilievi a sostegno della tesi difensiva della parte assistita, il suo espletamento è riconducibile al contratto d'opera professionale, con la conseguenza che il relativo compenso deve essere determinato sulla base delle relative tariffe professionali. Mentre non è possibile ricorrere ai criteri seguiti per la determinazione delle spettanze del consulente tecnico d'ufficio, la cui attività non si ricollega a un rapporto contrattuale». La vicenda riguarda un dottore commercialista che aveva prestato una consulenza al fallimento, per lo più sulla ricostruzione delle movimentazioni bancarie e sui crediti. Il giudice aveva liquidato ottomila euro di compenso basando il calcolo sui criteri usati per i consulenti d'ufficio. Contro la decisione del Tribunale di Latina l'uomo ha presentato ricorso alla Suprema corte contestando l'esiguità del compenso. La Cassazione ha accolto il ricorso dando ragione al professionista e sancendo, usando un principio concernente per lo più le consulenze legali e gli avvocati, il diritto del professionista a essere remunerato dal Tribunale sulla base delle tariffe professionali oggi sostituite dai parametri. Ora a scrivere la parola fine alla vicenda saranno i giudici di Latina, cui la Cassazione ha rimesso la causa, chiedendo loro di decidere l'ammontare del nuovo compenso del commercialista. Anche la Procura generale della Cassazione aveva chiesto al collegio di legittimità di accogliere il ricorso della difesa del perito.
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