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Vaticano e giustizia: Eurojust ed Europol si avvicinano

del 15/01/2013
di: Paolo Bozzacchi
Vaticano e giustizia: Eurojust ed Europol si avvicinano
Stato Vaticano sempre più vicino all'Unione europea dal punto di vista della cooperazione giudiziaria. Lo ha reso noto l'avvocato Pierfrancesco Grossi, inaugurando sabato scorso in qualità di promotore di Giustizia aggiunto l'Anno Giudiziario dello Stato Pontificio. «Il 2012 è stato particolarmente impegnativo per gli uffici giudiziari vaticani, a causa delle note vicende legate al cosiddetto Vatileaks», ha dichiarato Grossi, «Ma la Città del Vaticano da enclave dell'Italia tende progressivamente a divenire enclave dell'Unione europea». Si infittiscono, dunque, i contatti tra ordinamento vaticano ed europeo, con il progressivo avvicinamento dello Stato Vaticano anche all'ingresso ufficiale nei circuiti di cooperazione Eurojust ed Europol. Lo Stato Vaticano ha aggiornato di recente in questo senso le normative interne in materia di prevenzione del riciclaggio di denaro, frode e falsificazione dei mezzi di pagamento. «Il 2012 è stato l'anno dei lavori di verifica e di adeguamento della legislazione vaticana alla normativa sia internazionale sia comunitaria, in materia di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo nonché per quanto concerne la frode e la contraffazione», ha dichiarato Grossi. E nuove norme penali hanno aumentato il numero degli illeciti sanzionabili in materia di finanziamento del terrorismo e pirateria. Inoltre, per venire incontro alle richieste della Commissione europea, è stato anche richiamato dallo Stato Vaticano il provvedimento per l'introduzione della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Lo scorso 30 dicembre è poi entrato in vigore il Regolamento in materia monetaria, anch'esso in attuazione dei provvedimenti comunitari. Nel 2012 gli uffici giudiziari vaticani hanno gestito 807 procedimenti civili e 163 penali. E in materia di rogatorie penali Roma ha dato esecuzione a cinque provvedimenti provenienti dall'Italia e uno dalla Polonia. Il monito di Grossi è però sulla qualità della cooperazione giudiziaria: «La cooperazione internazionale non può limitarsi all'ambito processuale, ma dovrebbe estendersi sempre più a quello informativo, investigativo e di polizia giudiziaria». Il cui primo passo (l'adesione vaticana all'Interpol) è datato 2008.

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