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La legge sulle associazioni messa ai raggi X

del 12/01/2013
di: La Redazione
La legge sulle associazioni messa ai raggi X
Prosegue l'analisi della Lapet in merito all'articolato della legge «Disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini e collegi», in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Come già dichiarato su ItaliaOggi del 5 gennaio scorso, Falcone ha ribadito: «Le disposizioni recepite dalla Legge fanno riferimento alla ormai consolidata esperienza di alcune realtà professionali, tra cui la Lapet». In particolare il presidente si riferisce all'art. 7. comma 1 che dispone «al fine di tutelare i consumatori e di garantire la trasparenza del mercato dei servizi professionali, le associazioni professionali possono rilasciare ai propri iscritti, previe le necessarie verifiche, sotto la responsabilità del proprio rappresentante legale, un'attestazione relativa: a) alla regolare iscrizione del professionista all'associazione; b) ai requisiti necessari alla partecipazione all'associazione stessa; c) agli standard qualitativi e di qualificazione professionale che gli iscritti sono tenuti a rispettare nell'esercizio dell'attività professionale ai fini del mantenimento dell'iscrizione all'associazione; d) alle garanzie fornite dall'associazione all'utente, tra cui l'attivazione dello sportello di cui all'articolo 2, comma 4; e) all'eventuale possesso della polizza assicurativa per la responsabilità professionale stipulata dal professionista; f) all'eventuale possesso da parte del professionista iscritto di una certificazione, rilasciata da un organismo accreditato, relativa alla conformità alla norma tecnica Uni». L'«eventualità», di cui alla lettera e), di possesso della polizza professionale è per la Lapet una certezza. Infatti, anche quando l'assicurazione professionale era solo raccomandata e non obbligatoria, così come previsto dal dl 1/2012, convertito nella legge n. 27/2012, gli associati Lapet godevano già di tale tutela da svariati anni. «La polizza responsabilità civile professionale è infatti obbligatoria da statuto per i nostri iscritti fin dal 2000», ha ricordato Falcone, «tanto da prevedere la decadenza dalla qualifica di associato in caso di mancata copertura. Dal 2008 poi la copertura assicurativa è diventata automatica all'atto dell'iscrizione e soprattutto gratuita». Si tratta peraltro di una copertura rischi ad ampio raggio che investe, solo per fare alcuni esempi, l'attività tributaria, di mediazione, di sindaco in società di capitali o enti, di revisore dei conti in enti pubblici, per un massimale garantito che raggiunge ben un milione di euro. Ora, in considerazione del fatto che l'obbligatorietà della polizza è destinata ad operare non solo nei confronti degli esercenti la professione in forma individuale, ma anche nei confronti di coloro che si apprestano adesercitarla nella forma delle nuove società tra professionisti, e che secondo quanto previsto dal decreto sulle liberalizzazioni e precisato ulteriormente dal Consiglio di stato, il professionista, al momento dell'accettazione dell'incarico, dovrà informare il cliente sugli estremi della polizza comunicandone il relativo massimale, Falcone ha rivolto l'invito a non indugiare oltre: «Così come già ho avuto modo di evidenziare, tutti dovrebbero sollecitarne l'immediata attuazione. Con l'assicurazione professionale, oltre a essere tutelato il cliente, è protetto anche il professionista. Stupisce pertanto il fatto che, alla vigilia dell'entrata in vigore dell'obbligo (prorogato al 13 agosto 2013) di dotarsi di una polizza sulla responsabilità civile per rendere indenni i clienti da eventuali errori colposi posti in essere nell'esercizio della professione, continuino a serpeggiare i timori e i dubbi, del tutto ingiustificati e pretestuosi, proprio di quelle categorie professionali che si proclamano garanti della fede pubblica».
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