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Difetto di procura: i ricorsi tributari sono in bilico

del 12/01/2013
di: di Benito Fuoco e Nicola Fuoco
Difetto di procura: i ricorsi tributari sono in bilico
Numerosi ricorsi e appelli tributari, proposti da contribuenti e amministrazioni, rischiano di essere dichiarati inammissibili per difetto di procura. Quando, infatti, la procura ad litem non è legata al corpo dell'atto con un timbro di congiunzione, la stessa deve ritenersi inadeguata al raggiungimento degli scopi preposti, con conseguente inammissibilità dell'impugnazione.

Questo è il principio che si legge nella sentenza n.247/29/2012 emessa dalla Ctr del Lazio e depositata lo scorso 6 dicembre, con la quale Equitalia si è vista dichiarare inammissibile un ricorso in appello proposto contro una decisione della Ctp di Roma che aveva dato ragione al contribuente.

Nella vicenda in questione, l'agente per la riscossione aveva delegato un professionista a proporre l'impugnazione in appello contro una sentenza di primo grado sfavorevole, sull'originaria impugnazione di un'ipoteca da parte del contribuente. Il collegio laziale adito non è nemmeno entrato nel merito della vertenza, giungendo in via preliminare, ad una declaratoria di inammissibilità dell'appello proposto dall'esattore. «La procura rilasciata dall'Equitalia», afferma la Ctr, «non può dar luogo alla presunzione di riferibilità della procura al giudizio cui l'atto di appello stesso fa riferimento, non recando alcun timbro di ricongiunzione alla pagina precedente». Il punto di diritto attorno a cui ruota la questione, riguarda la giuridica certezza della riferibilità dell'azione svolta dal difensore al titolare della posizione controversa ed alla specifica vertenza in trattazione. Ciò perché molto spesso nella prassi, soprattutto delle amministrazioni, vengono rilasciate delle procure «generiche», da accorpare poi ai vari atti proposti.

In mancanza del timbro di congiunzione, che lega la procura ad litem, rilasciata su foglio separato, al corpo dell'atto di appello (o ricorso), non è possibile raggiungere, a parere della adita Ctr, quella concreta riferibilità della procura alla specifica vertenza in esame. Sul punto, la Ctr richiama l'orientamento delle sezioni unite secondo cui «la materiale congiunzione tra il foglio separato, con il quale la procura sia stata rilasciata, e l'atto cui essa accede, non si sostanzia nella necessità di una cucitura meccanica, ma riguarda un contesto di elementi che consentano di conseguire una ragionevole certezza in ordine alla provenienza del potere di rappresentanza ed alla riferibilità della procura stessa al giudizio di cui trattasi» (sentenza n. 13666/2002).

Dalle parole della Cassazione traiamo spunto per concludere, dunque, che al fine di evitare di incorrere nella problematica di inammissibilità che ha bloccato l'azione di Equitalia nel caso trattato, sia conveniente indicare nella procura gli estremi della causa a cui la stessa è riferita; in tal modo, si soddisfa quel requisito di ragionevole certezza in merito alla riferibilità della procura alla vertenza in trattazione.

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