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Elusione fiscale dimostrabile per indizio

del 11/01/2013
di: La Redazione
Elusione fiscale dimostrabile per indizio
Stretta della Cassazione sull'abuso del diritto. Infatti, l'elusione fiscale può essere dimostrata mediante indizi e presunzioni e si configura non solo in caso di simulazione del contratto ma anche quando, pur essendo la compravendita reale, questa abbia prodotto, per le modalità di attuazione, un indebito risparmio d'imposta. Con la sentenza n. 449 del 10 gennaio 2013, che accoglie il ricorso dell'amministrazione finanziaria, la sezione tributaria ritiene legittimo il recupero a tassazione notificato a un contribuente che aveva prima donato un terreno ai figli e poi lo stesso, nel giro di pochissimo tempo, era stato venduto a un terzo. L'operazione era sembrata sospetta al fisco che aveva spiccato l'atto impositivo sulla base di tre presunzioni: lo stretto grado di parentela fra donante e donatari, la vicinanza temporale fra i due atti (donazione compravendita), la mancata restituzione della caparra al promissario venditore-donante. La contestazione è stata bocciata da Ctp e Ctr ma ora il verdetto è stato ribaltato in sede di legittimità. Sull'art. 37 dpr 600/73, i Supremi giudici hanno ricordato che in tema di accertamento delle imposte sui redditi, la disciplina antielusiva non presuppone necessariamente un comportamento fraudolento da parte del contribuente, essendo sufficiente un uso improprio, ingiustificato o deviante di un legittimo strumento giuridico, che consenta di eludere l'applicazione del regime fiscale che costituisce il presupposto d'imposta. Da ciò deriva che il fenomeno della simulazione relativa, nell'ambito della quale può ricomprendersi l'interposizione personale fittizia di persona, non esaurisce il campo dì applicazione della norma, «ben potendo attuarsi lo scopo elusivo anche mediante operazioni effettive e reali».
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