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Equitalia tenuta a pagare il contributo unificato

del 11/01/2013
di: Sergio Trovato
Equitalia tenuta a pagare il contributo unificato
Equitalia è tenuta a indicare il valore della lite e a pagare il contributo unificato se propone ricorso innanzi al giudice tributario. Nonostante si tratti di un concessionario della riscossione non è ammessa la prenotazione a debito.

Quindi, è legittima la sanzione irrogata dalla segreteria della commissione tributaria regionale per mancata indicazione del valore della lite nell'atto di appello e omesso pagamento del contributo. Lo ha stabilito la commissione tributaria provinciale di Foggia, terza sezione, con la sentenza n. 184 del 31 ottobre 2012.

Per i giudici pugliesi, la convinzione di Equitalia Sud che agli agenti della riscossione sia consentita la prenotazione a debito del contributo unificato nell'ambito di tutti i giudizi, compresi quelli tributari, “è errata e infondata”.

Il legislatore, infatti, distingue tra la riscossione delle imposte a mezzo cartella esattoriale, dalla riscossione coattiva mediante espropriazione forzata. Per gli atti impugnabili innanzi alle commissioni tributarie (tra i quali, oltre alla cartella, anche l'ipoteca e il fermo amministrativo) è pacifico che il contributo debba essere versato. Mentre gli atti relativi alle procedure esecutive e alla riscossione coattiva appartengono alla cognizione del giudice ordinario, “ed è solo per queste ultime che le norme prevedono la prenotazione a debito”.

Del resto l'articolo 37 del dl 98/2011, richiamato nella sentenza, prevede il pagamento del contributo unificato per proporre i ricorsi innanzi alle commissioni tributarie provinciali e regionali.

La misura del contributo è rapportata al valore della controversia. Gli importi variano da 30 euro, per controversie di modesto valore (fino a euro 2.582,28), fino a 1.500 euro per le controversie il cui valore supera 200.000 euro. Il contribuente per determinare l'importo del contributo deve fare riferimento alla somma dovuta, a titolo di tributo, che forma oggetto di contestazione.

Nel caso in cui la controversia abbia ad oggetto solo le sanzioni applicate dal fisco con l'atto di contestazione, occorre prendere a base di calcolo il relativo importo. Spetta al ricorrente indicare poi il valore della lite nelle conclusioni del ricorso.

Le segreterie delle commissioni tributarie provinciali e regionali hanno invece il compito di riscuotere il contributo unificato e irrogare le sanzioni in caso di omesso o parziale versamento delle somme dovute dal contribuente.

Peraltro l'articolo 14, comma 3-bis, del dpr 115/2002 prevede che nei giudizi tributari il valore della lite deve risultare da apposita dichiarazione anche per la prenotazione a debito. In mancanza della dichiarazione, il processo si presume di valore superiore a duecentomila euro, con il conseguente versamento del contributo unificato nella misura massima di 1.500 euro, che di fatto costituisce una sanzione per l'omesso adempimento.

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