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Non evade l'Iva la barca immatricolata a S. Marino

del 10/01/2013
di: Debora Alberici
Non evade l'Iva la barca immatricolata a S. Marino
L'uso stabile in Italia di un veicolo o di una imbarcazione immatricolati a San Marino non configura il reato di evasione dell'Iva all'importazione.

È quanto stabilito dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 1172 del 9 gennaio 2012, ha annullato il sequestro di una barca immatricolata presso la Repubblica di San Marino ma inserita stabilmente in Italia.

In ragione del particolare regime stabilito, motivano i giudici con l'Ermellino, l'eventuale mancato assolvimento del tributo non potrebbe farsi rientrare nella fattispecie penalmente sanzionata dall'art. 292 del dpr 43/1973, mentre il tribunale avrebbe erroneamente ritenuto che la stabile introduzione e l'utilizzo nel territorio nazionale di un bene immatricolato in San Marino, senza versamento dell'Iva, configurino una violazione delle disposizioni dettate dal dpr 633/72 e ciò in ragione di quanto disposto dall'art. 70 dpr 633/72 e del rinvio alle leggi doganali in esso contenuto, operando, in tal modo, un'inammissibile analogia. In un'altra occasione, la terza sezione penale, aveva anche precisato che l'Iva all'importazione non può farsi rientrare tra i diritti di confine, come ritenuto dalla giurisprudenza più risalente, che, in molte occasioni, ha ipotizzato, il contrabbando qualificando detta imposta come «uno dei diritti di confine, avendo natura di imposta di consumo a favore dello stato, la cui imposizione e riscossione spetta esclusivamente alla dogana in occasione della relativa operazione di imputazione» e aggiungendo che «la sottrazione all'importazione è, quindi, sottrazione a un diritto doganale di confine, sanzionata esclusivamente dalla legge doganale come reato di contrabbando».

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