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Avvisi errati sui ricavi giocati delle newslot scollegate

del 09/01/2013
di: Davide Marini
Avvisi errati sui ricavi giocati delle newslot scollegate
I maggiori ricavi delle newslot scollegate al sistema telematico dell'Aams non possono essere superiori, per le annualità dal 2008 in poi, all'11,6% delle giocate, per cui sono errati gli avvisi che li accertano in misura pari alla totalità delle giocate. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, l'Agenzia delle entrate sta elevando avvisi di accertamento ai noleggiatori di newslot sulla base delle comunicazioni dei Monopoli (Aams) o della Guardia di finanza, relative ad apparecchi che consentono vincite in denaro (newslot o Vlt) prive del nulla osta o non collegate in via telematica all'Aams ovvero che trasmettono dati alterati contestando. In questi casi l'amministrazione sta accertando quali maggiori ricavi la totalità delle giocate effettuate senza scomputare alcun onere. Il terzo comma dell'art.39-quater del dl 269/2003 ha previsto che l'ammontare accertato ai fini della determinazione del Preu (prelievo unico) è posto a base delle rettifiche e degli accertamenti ai fini delle imposte sui redditi, Iva e Irap. Quindi l'Aam e la Gdf comunicano alle Entrate le violazioni accertate e contestate in sede di controllo delle newslot. Le stesse comunicazioni sono effettuate anche per gli apparecchi che, seppure muniti del predetto nulla osta, sono stati oggetto di interventi fraudolenti miranti a modificare i dati delle giocate al fine di occultarne il reale ammontare. La Gdf, in questi casi, ha elevato processo verbale di constatazione (pvc) nei quali contesta quale maggior reddito, in capo al proprietario degli apparecchi, il totale delle giocate effettuate (coin) senza consentire la deduzione di alcuna spesa. I militari motivano questa posizione sul rispetto di una circolare interna, la n. 119707 del 25/3/2011, ed in molti pvc si afferma che «nel caso di illeciti penali perpetrati su congegni da gioco, dall'ammontare dei ricavi recuperati a tassazione non possono essere dedotti, a titolo di componenti negativi, l'importo del Preu dovuto e le somme corrisposte ai vincitori». Quindi in caso di apparecchi privi di nulla osta, ovvero alterati, se vengono constatati incassi (Coin) per xx mila euro il medesimo ammontare è accertato come maggior reddito sottratto a tassazione ai fini delle imposte sui redditi ed Irap (come è noto i proventi sono esenti Iva ai sensi dell'articolo 10 del dpr 633/72) seppure l'utile conseguito dai proprietari delle macchine è molto inferiore. Infatti, le new slot si caratterizzano per questo: si attivano con l'introduzione di moneta metallica non superiore ad un euro; distribuiscono vincite non inferiori al 75% delle somme giocate. Quindi dal totale delle giocate occorre sottrarre il 75% delle stesse che rappresenta le vincite attribuite ai giocatori, per cui la differenza è pari al 25%. Nella memoria di ciascuna newslot, anche quelle prive di nulla osta od alterate, è sempre indicato il totale delle giocate effettuate e quello delle vincite pagate che è pari al 75% delle giocate. Disconoscere dal reddito accertato l'ammontare delle vincite erogate ai giocatori, porta a risultati contrari al principio di capacità contributiva. Inoltre, dal totale delle giocate occorre sottrarre, oltre al 75% delle vincite se provate, anche il Preu ed il canone Aams. Il Preu era pari al 12% delle giocate sino al 2007 ed è stato aumentato al 12,6% dal 2008. Il canone è pari all'0,8% delle giocate. Queste imposte devono essere stornate dal reddito accertato, in quanto, seppure evase, saranno richieste con uno specifico apposito avviso di accertamento dall'Aams. Pertanto se venissero incluse tra i maggiori ricavi si determinerebbe un palese caso di doppia imposizione. Un discorso diverso è legato alla possibilità di detrarre i costi erogati agli esercenti cioè i soggetti nei cui locali sono installati gli apparecchi, come i gestori di sale giochi od i baristi. I compensi spettanti a questi soggetti sono in genere pari alla metà dei ricavi lordi e quindi pari a circa il 5,5 del totale delle giocate. L'amministrazione disconosce sempre la deduzione di detti oneri in quanto riconducibili ad un illecito. Dalle osservazioni sopra esposte emerge inoltre che il fisco, per le newslot regolarmente collegate in via telematica all'Aams, può calcolare facilmente l'ammontare dei ricavi imputabili a ciascun apparecchio sia in capo alle imprese proprietarie degli stessi (noleggiatori) che quelli in capo agli esercenti nei cui locali sono installati gli apparecchi (baristi, gestori di sale giochi, eccetera). Infatti, dall'ammontare delle giocate effettuate in ciascun apparecchio, comunicato dall'Aams e dai concessionari di rete, si ricava l'ammontare dei ricavi sia dei proprietari degli stessi che dovranno essere non inferiori all'11,6% delle giocate e sia quello degli esercenti in quanto saranno pari a circa il 5,5% delle giocate. Le Entrate soltanto ultimamente stanno controllando i ricavi degli operatori sulla base di questa semplice proporzione mentre precedentemente non avevano mai effettuato questa verifica a causa del mancato afflusso dei dati da parte dell'Aams e dei concessionari di rete sull'ammontare delle giocate .

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