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La frode del liquidatore di srl salva il commercialista

del 08/01/2013
di: Debora Alberici
La frode del liquidatore di srl salva il commercialista
Il liquidatore della srl che non versa le imposte risponde del reato di dichiarazione fraudolenta anche se ha incaricato un commercialista delle incombenze fiscali.

È quanto stabilito dalla Cassazione con la sentenza n. 175 del 7 gennaio 2013.

In poche parole la terza sezione penale della Suprema corte ha reso definitiva la condanna pronunciata dalla Corte d'Appello di Milano a carico di un liquidatore di una srl accusato di dichiarazione fraudolenta.

L'uomo si era difeso sostenendo di aver incaricato un professionista esterno per le incombenze fiscali. Ma la tesi della difesa non ha smontato l'impianto accusatorio che, agli occhi dei giudici con l'Ermellino è rimasto integro. Ciò perchè, si legge in un passaggio chiave delle motivazioni, il delitto di cui all'art. 10-bis dei dlgs n. 74 del 2000, configura un'ipotesi di reato proprio, in quanto soggetto attivo del reato è il sostituto d'imposta, ossia l'unico soggetto legittimato a effettuare le ritenute, a rilasciare la relativa certificazione e a versare il corrispondente importo al Fisco. Da ciò deriva che, dice ancora la Cassazione, analogamente a quanto avveniva sotto il vigore della precedente normativa, l'eventuale delega delle incombenze fiscali a terzi non può modificare il destinatario dell'obbligo, titolare delta posizione di garanzia, alterandosi altrimenti l'ordine delle competenze in contrasto con i principi di tassatività e di legalità.

La responsabilità del commercialista, anche sul fronte penale, si fa sempre più stringente. Con una sentenza depositata lo scorso ottobre, la n. 39988, la stessa Cassazione ha infatti affermato che risponde di bancarotta per distrazione il commercialista che dà suggerimenti all'imprenditore per sottrarre i beni ai creditori dell'azienda.

In quella circostanza gli Ermellini hanno ribadito che «i commercialisti concorrono nei fatti di bancarotta quando, consapevoli del propositi distrattivi dell'imprenditore, forniscano consigli sui mezzi giuridici idonei a sottrarre i beni al creditori o li assistano nella conclusione dei relativi negozi ovvero ancora svolgano attività dirette a garantire l'impunità o a favorire o rafforzare, con il proprio ausilio o con le proprie preventive assicurazioni, l'altrui proposito criminoso».

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