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La patrimoniale? Una confisca dei redditi prodotti

del 03/01/2013
di: Pagina a cura di Tancredi Cerne
La patrimoniale? Una confisca dei redditi prodotti
Il contributo straordinario, aggiunto al tasso marginale dell'imposta sul reddito ai sensi dell'articolo 3 della legge finanziaria francese 2013, porterebbe a una tassazione complessiva del 75% sulla parte di reddito superiore al milione di euro: questo livello discriminatorio presenta un carattere di confisca dei redditi prodotti dai contribuenti. È con questa motivazione che i saggi del Consiglio Costituzionale francese, l'organo supremo di controllo della costituzionalità delle leggi transalpine, hanno bocciato il contributo di solidarietà, uno dei capisaldi del programma di governo del presidente socialista François Hollande (sentenza 2012-662 DC depositata il 29 dicembre scorso). La controversa legge, che aveva scatenato le proteste degli uomini più ricchi di Francia e in particolare dell'attore Gerard Depardieu, che aveva annunciato la decisione di trasferirsi in Belgio, è stata giudicata contraria alla Costituzione perché, a differenza delle altre imposte, sarebbe stata applicata soltanto ai singoli individui invece che all'intero nucleo familiare. In altre parole, una famiglia con due redditi appena inferiori al milione di euro sarebbe stata esentata dal pagamento della super aliquota, mentre un altro nucleo familiare con un'unica entrata da 1,2 milioni avrebbe dovuto pagare il 75% di tasse per i redditi che eccedono il milione. «Il contributo straordinario andrebbe a ledere il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alle imposte sancito dall'articolo 13 della Dichiarazione del 1789», si legge nella sentenza della Corte «applicandosi solamente ai singoli contribuenti intesi come unità fiscali e non al reddito familiare, intaccando, in questo modo, anche il principio di uguaglianza tra i contribuenti in base alla natura del reddito». La proposta di legge formulata dal governo Hollande prevedeva, infatti, l'applicazione dell'aliquota straordinaria al solo reddito professionale e non a quello di capitale. Uno squilibrio, quello evidenziato dalla Corte, che avrebbe potuto aggravarsi in caso di applicazione ai guadagni derivanti dall'esercizio di opzioni o alla sottoscrizione di azioni senza contare il versamento dei bonus sugli stipendi ai manager. «Il provvedimento si basava sui redditi di ogni singola persona fisica, mentre le imposte sul reddito vengono prelevate per nucleo familiare», hanno spiegato i saggi dando una risposta definitiva alla denuncia presentata dai detrattori della legge, i parlamentari dell'Ump, il partito di centrodestra all'opposizione, che avevano presentato ricorso di fronte al Consiglio Costituzionale. Non solo. I saggi hanno respinto i nuovi metodi per calcolare la tassa sulle ricchezze, bocciando una nuova clausola che avrebbe aumentato le entrate tassabili e le imposte sui capital gain. Esame superato, invece, per le altre misure economiche, incluso l'aumento della tassazione al 45% in alcuni casi e l'aggiunta dei capital gain alle entrate tassabili. All'indomani della pubblicazione della legge di bilancio 2013 sulla Gazzetta Ufficiale, epurata della norma contro i ricchi, il governo di Parigi ha fatto sapere di essere pronto a tornare alla carica nel corso dell'anno. «L'aliquota sui redditi superiori al milione di euro verrà in ogni caso ripristinata con le modifiche imposte dal Consiglio Costituzionale», ha assicurato il primo ministro francese, Jean-Marc Ayrault sottolineando che la tassazione al 75% altro non è se non uno sforzo «al servizio della gioventù e del risanamento del Paese». E così, nel pensiero di Ayrault, la decisione assunta dai saggi non fa che rinviare la decisione. Il progetto di una nuova norma verrà, infatti votato nei termini stabiliti, prima della fine del 2013.

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