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Mini Irap, esenzione dal 2014 per i senza organizzazione

del 03/01/2013
di: di Andrea Bongi
Mini Irap, esenzione dal 2014 per i senza organizzazione
Autonomi senza organizzazione, l'esenzione dall'Irap può attendere. Sulla base delle previsioni contenute nel comma 515 dell'articolo unico della legge di stabilità 2013 (legge n.228 del 24/12/2012) le persone fisiche esercenti attività commerciali, arti e professioni, che non si avvalgono di lavoratori dipendenti e assimilati e con dotazioni minime di beni strumentali, potranno infatti essere esentate dall'imposta regionale sulle attività produttive solo a decorrere dall'anno 2014.

Fino ad allora la querelle circa la debenza o meno dell'imposta regionale da parte dei soggetti privi di autonoma organizzazione dovrà essere risolta caso per caso, con il rischio di dover richiedere, come spesso accade, la soluzione del quesito al giudice tributario.

La disposizione in commento, che fa parte del c.d. maxiemendamento alla legge di stabilità inserito durante l'ultima sessione dei lavori parlamentari, dispone infatti l'attivazione di un apposito fondo a decorrere dall'anno 2014 la cui finalità è proprio quella di «escludere dall'ambito di applicazione dell'imposta regionale sulle attività produttive, le persone fisiche esercenti le attività commerciali indicate nell'articolo 55 del Tuir, ovvero arti e professioni, che non si avvalgono di lavoratori dipendenti o assimilati e che impiegano, anche mediante locazione, beni strumentali il cui ammontare massimo è determinato con decreto del ministro dell'economia e delle finanze».

Si tratta di una disposizione che lascia molto amaro in bocca in tutti coloro che speravano che questa fosse la volta buona per risolvere, più o meno definitivamente, l'annosa questione della c.d. Irap dei piccoli. Così invece non è stato.

a norma sopra riportata è più una enunciazione di buoni propositi che una disposizione imperativa in grado di risolvere i problemi sul tappeto.

Fino al 2014 su questo fronte nulla di nuovo dunque. I piccoli imprenditori e i professionisti continueranno la loro silenziosa battaglia volta al non assoggettamento del loro reddito all'imposta regionale sulle attività produttive mentre l'agenzia delle entrate, dal lato opposto, resterà ferma nel sostenere la debenza del tributo a prescindere, per il semplice fatto di avere una posizione Iva attiva.

Nel mezzo ai due contendenti le commissioni tributarie e la stessa Corte di cassazione, quotidianamente investite delle problematiche relative all'assoggettamento o meno ad Irap delle attività economiche prive di autonoma organizzazione.

Che si tratti di una norma che enuncia solo buoni principi ma che non risolve le questioni di merito è confermato dalla stessa previsione di un futuro decreto ministeriale chiamato a determinare quale sia esattamente l'entità e la tipologia di beni strumentali il cui utilizzo fa scattare l'assoggettamento all'imposta regionale in capo all'imprenditore o al professionista.

Una cosa sembra tuttavia certa. Normativamente non vi sarà alcuna esclusione per le attività organizzate in forma collettiva (associazioni professionali, società ecc.) né per quelle che si avvalgono di lavoratori dipendenti o assimilati, magari anche in maniera marginale o in funzione meramente ausiliaria rispetto all'attività svolta (es. la segretaria per lo studio medico).

Il decreto ministeriale chiamato a fissare i parametri relativi alle dotazioni di beni strumentali minime, recita la norma in commento, dovrà inoltre essere dotato del previo parere conforme delle commissioni parlamentari competenti per i relativi profili finanziari connessi a tale disposizione.

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