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Si salva la vecchia partita Iva aperta da 10 anni

del 29/12/2012
di: Pagina a cura di Daniele Cirioli
Si salva la vecchia partita Iva aperta da 10 anni
Salva la partita Iva aperta da 10 anni. Come quella dell'ex apprendista che si è messo in proprio e di diplomati e laureati che svolgono attività attinenti al loro titolo. Se guadagnano anche più di 18.662 euro (serve la presenza di entrambe le condizioni), infatti, sono esclusi dalla presunzione di svolgere una (occulta) collaborazione a progetto. Lo precisa, tra l'altro, il ministero del lavoro nella circolare n. 32/2012.

La presunzione di co.co.pro. È una novità della riforma del lavoro Fornero (legge n. 92/2012), operativa esclusivamente per i rapporti instaurati dal 18 luglio. Per quelli vigenti a tale data, invece, c'è un periodo transitorio di un anno, di non operatività della presunzione, per «consentire gli opportuni adeguamenti». La novità in pratica, spiega il ministero, è «uno strumento che ha l'effetto di invertire l'onere della prova circa la non sussistenza di una co.co.pro. o di un rapporto di lavoro di natura subordinata a carico del committente/datore di lavoro». Dunque, è ai datori di lavoro/committenti che spetta di provare che le fatturazioni a soggetto con partita Iva sono relative prestazioni squisitamente autonome, cioè che non nascondono attività di natura parasubordinata (se non addirittura subordinata).

Le condizioni. La presunzione ricorre in presenza di almeno due delle seguenti condizioni:

a) collaborazione di durata complessiva superiore a otto mesi annui per due anni consecutivi; il ministero precisa che la durata corrisponde a un periodo di 241 giorni (almeno), anche se non continuativi, da verificarsi in due anni civili (1° gennaio-31 dicembre), comunque non prima del 18 luglio (perciò la condizione sarà operativa solo a fine 2014, al termine cioè del primo biennio);

b) corrispettivo costituente oltre l'80% dei corrispettivi annui del collaboratore nell'arco di due anni solari consecutivi; il ministero precisa che si fa riferimento ai corrispettivi fatturati anche se non ancora incassati e che, in tal caso, si fa riferimento all'anno solare ossia a due periodi di 365 giorni che non devono necessariamente coincidere con l'anno civile;

c) messa a disposizione, al collaboratore, di una postazione di lavoro fissa presso una sede del committente; il ministero precisa che non deve necessariamente trattarsi di postazione a uso esclusivo.

La deroga. La presunzione non opera in due casi: al ricorrere di due specifiche condizioni (indicate in tabella) e spiegate di seguito; oppure per prestazioni svolte nell'esercizio di attività professionali qualificate. In primo luogo, dunque, la presunzione non opera quando in capo al titolare di partita Iva si realizza contemporaneamente che la prestazione:

a) è connotata da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero da capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienza maturate nell'esercizio concreto di attività;

b) è svolta da soggetto titolare di reddito annuo da lavoro autonomo non inferiore a 1,25 volte il minimale contributivo di artigiani e commercianti (il minimale, nel 2012, è pari a 14.930 euro e, pertanto, il limite di reddito annuo risulta pari a 18.662,50 euro).

Con riferimento alla prima condizione, il ministero ha indicato alcune situazioni che conferiscono la dovuta professionalità al collaboratore (titolo studio, ecc., indicate in tabella), che operano in attesa dell'attuazione della delega prevista dalla stessa legge n. 92/2012 per l'individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e formali con riferimento al sistema di certificazione nazionale delle competenze.

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