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Pagamenti Tares, all'ente il potere decisionale

del 29/12/2012
di: di Sergio Trovato
Pagamenti Tares, all'ente il potere decisionale
La Tares va calcolata sulla superficie calpestabile e non su quella catastale. Questo parametro va utilizzato per tutti gli immobili a prescindere dalla loro destinazione, ordinaria o speciale. La prima rata del nuovo tributo dovrà essere pagata nel mese di aprile del prossimo anno. I comuni, però, possono posticipare ulteriormente questa scadenza, in quanto hanno il potere di variare sia i termini che il numero delle rate di versamento.

Sono abilitati alla gestione del tributo i soggetti che fino ad oggi hanno accertato e riscosso Tarsu, Tia1 e Tia2. Sono le novità contenute nella legge di stabilità (legge 24 dicembre 2012 n. 228 attesa oggi sulla Gazzetta Ufficiale n.302) che ha apportato modifiche alla disciplina della tassa sui rifiuti e i servizi sia sulle modalità di calcolo, sia sul fronte della riscossione.

Modalità di calcolo del tributo. Dunque, per il nuovo tributo sui rifiuti si torna all'antico per quanto concerne i parametri per la quantificazione della tariffa. Dovrà infatti essere gestito applicando i criteri contenuti del decreto «Ronchi» (dpr 158/1999).

Questo decreto attuativo dovrà essere applicato a regime, perché non è più prevista l'emanazione di un nuovo regolamento. La tariffa è commisurata alle quantità e qualità medie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in base agli usi e alle tipologie di attività svolte. Viene rinviata sine die l'applicazione della superficie catastale per gli immobili a destinazione ordinaria come parametro per la determinazione del tributo, previsto dall'articolo 14 del dl «salva Italia» (201/2011). Infatti, considerato che per la maggior parte degli immobili non esiste ancora la superficie catastale, all'Agenzia era demandato il compito non semplice di stabilire medio tempore una superficie convenzionale in base ai dati in suo possesso. Tenuto conto delle difficoltà di utilizzare la superficie catastale, viene consentito ai comuni di fare ricorso alle superfici già denunciate per Tarsu e Tia, utilizzando per il calcolo della tassa la superficie calpestabile anche per gli immobili a destinazione ordinaria (classificati nelle categorie A, B e C). Tuttavia, all'80% della superficie catastale gli enti potranno fare ricorso in sede di accertamento.

La Tares sarà commisurata alla superficie catastale solo quando verranno allineati i dati degli immobili a destinazione ordinaria e quelli riguardanti la toponomastica e la numerazione civica, interna e esterna, di ciascun comune. Spetterà alle amministrazioni locali comunicare ai contribuenti le nuove superfici imponibili con modalità idonee a garantire l'effettiva conoscenza. Per integrare la banca dati catastale e acquisire le informazioni necessarie, i contribuenti nelle dichiarazioni degli immobili a destinazione ordinaria dovranno indicare obbligatoriamente: dati catastali, numero civico di ubicazione degli immobili e numero interno, se esistente.

Soggetti gestori e riscossione. Fino al 31 dicembre 2013 la gestione del tributo o della tariffa potrà essere affidato ai soggetti che hanno esercitato le attività di smaltimento rifiuti e quelle di accertamento e riscossione di Tarsu, Tia1 e Tia2. Tributo e maggiorazione potranno essere pagati con l'F24 o con bollettino di conto corrente postale. Le somme, però, vanno versate direttamente al comune, in quattro rate trimestrali scadenti nei mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre. E' consentito il pagamento in unica soluzione entro il mese di giugno di ciascun anno.

Tuttavia, per il 2013 il tributo non potrà essere richiesto prima del mese di aprile. E questa scadenza potrà essere ulteriormente posticipata dai comuni. Fino alla determinazione delle nuove tariffe le somme dovute vanno pagate in acconto, commisurato all'importo versato nel 2012. Per le nuove occupazioni effettuate a partire dal 2013, invece, la tassa va calcolata tenendo conto delle tariffe deliberate nell'anno precedente. Il conguaglio dovrà essere effettuato con la rata da pagare dopo la determinazione delle tariffe.

Anche la maggiorazione va pagata nella misura standard, fissata in 0,30 euro al metro quadrato, senza applicazione di sanzioni e interessi, contestualmente al tributo o alla tariffa, alla scadenza delle prime 3 rate. Con l'ultima rata potrà essere operato il conguaglio, qualora il comune dovesse decidere di aumentarla fino a 0,40 euro.

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