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Rendite catastali escluse dalla mediazione

del 29/12/2012
di: di Roberto Rosati
Rendite catastali escluse dalla mediazione
Soggetti al reclamo e alla mediazione gli atti emessi dagli uffici provinciali territorio a partire dal 1° dicembre 2012, data in cui l'agenzia del territorio è stata incorporata nell'Agenzia delle entrate; l'incorporazione realizza infatti i presupposti per l'applicazione delle disposizioni dell'art. 17-bis del dlgs n. 546/92.

Fanno eccezione gli atti aventi ad oggetto soltanto l'attribuzione della rendita catastale, in relazione ai quali manca il requisito della determinabilità del valore. Lo chiarisce l'Agenzia delle entrate con la circolare n. 49/T del 28/12/2012.

La circolare ricorda innanzitutto che gli istituti del reclamo obbligatorio e della mediazione, previsti dal citato art. 17-bis, inserito nella disciplina del processo tributario con l'art. 39, comma 6 del dl n. 98/2011, si applicano alle controversie di valore non superiore a 20 mila euro relative ad atti emanati dall'Agenzia delle entrate.

Per effetto delle disposizioni dell'art. 23-quater del dl 95/2012, aggiunto dalla legge di conversione n. 135/2012, a decorrere dal 1° dicembre 2012 l'Agenzia del territorio è stata incorporata nell'agenzia delle entrate. Quest'ultima, quindi, da tale data svolge le funzioni dell'amministrazione incorporata, compresi i rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali.

Di conseguenza, anche gli atti delle strutture dell'ex Agenzia del territorio, definiti dalla circolare Uffici provinciali - Territorio, emessi dal 1° dicembre 2012, sono suscettibili di reclamo e mediazione in presenza degli altri requisiti di cui all'art. 17 citato. In particolare, precisa la circolare, rientrano nell'ambito di applicazione dei predetti istituti deflativi le controversie relative ai seguenti atti dei predetti uffici:

- avviso di accertamento del tributo;

- avviso di liquidazione del tributo;

- provvedimento che irroga le sanzioni;

- ruolo;

- rifiuto espresso o tacito della restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie e interessi o altri accessori non dovuti; a proposito del rifiuto tacito, la circolare puntualizza che l'art. 17-bis si applicherà alle fattispecie per le quali alla data del 1° dicembre 2012 non siano decorsi novanta giorni dalla data di presentazione dell'istanza di rimborso; se invece il termine è decorso anteriormente al 1° dicembre, essendosi il silenzio-rifiuto impugnabile realizzato prima, l'art. 17-bis non può trovare applicazione

- diniego o revoca di agevolazioni o rigetto di domande di definizione agevolata di rapporti tributari

- ogni altro atto per il quale la legge prevede l'autonoma impugnabilità.

L'istanza di reclamo sui predetti atti deve essere notificata all'Ufficio provinciale - Territorio.

Atti esclusi

La circolare chiarisce inoltre che devono ritenersi esclusi dal reclamo-mediazione i ricorsi con cui si impugnano gli atti relativi alle operazioni catastali indicate nell'art. 2, comma 2, del dlgs 546/92, perché caratterizzati da un valore non determinabile. L'art. 17-bis, comma 3, stabilisce che il valore delle controversie alle quali si applicano le disposizioni in esame è determinato secondo le disposizioni di cui al comma 5 dell'art. 12 dello stesso dlgs, in base al quale per valore deve intendersi l'importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l'atto impugnato, oppure, in caso di controversie relative esclusivamente alle irrogazioni di sanzioni, l'importo delle sanzioni.

Ciò comporta, dunque, che, come già chiarito con la circolare n. 9/E del 2012, restano escluse dai procedimenti dell'art. 17-bis le controversie di valore indeterminabile, cui sono riconducibili, come osservato dalla circolare n. 1/DF del 2011 in materia di contributo unificato, le controversie inerenti le operazioni catastali.

Qualora però il contribuente contesti non solo la rendita attribuita, ma anche il tributo liquidato, oppure i relativi accessori, ovvero le sanzioni irrogate con il medesimo atto (es. tributi speciali catastali, accessori e sanzioni), l'art. 17-bis troverà applicazione.

Non possono comunque formare oggetto di reclamo-mediazione i ricorsi sugli atti di liquidazione o accertamento emessi dai comuni, difettando il presupposto della provenienza dell'atto impositivo dall'agenzia delle entrate.

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