Il decreto, per quel che riguarda in particolare il comparto agricolo, prevede il finanziamento di interventi per aumentare l'efficienza energetica termica, attraverso l'utilizzo di fonti rinnovabili da biomasse. Sono previsti incentivi per la sostituzione di vecchi impianti di riscaldamento, compresi quelli a servizio delle serre e dei fabbricati rurali, di potenza fino a 500 kW, alimentati prevalentemente a carbone o gasolio, con stufe, termo-camini o caldaie alimentati a biomasse. Con l'intesa della Conferenza unificata dello scorso 6 dicembre, sono state introdotte anche le seguenti ulteriori opzioni: l'innalzamento del limite da 500 a 1.000 kW, con un budget dedicato di massimo 30 milioni di euro; l'incentivazione all'installazione anche di impianti nuovi in fabbricati rurali di proprietà di aziende agricole; la sostituzione, nelle aree non metanizzate, degli impianti a Gpl, a condizione che il nuovo impianto a biomasse abbia emissioni ridotte rispetto ai massimi previsti.
«Considero particolarmente significativa la firma di questo provvedimento in quanto ha delle ricadute positive anche sulle aziende agricole e sull'agroalimentare italiano in generale. L'inserimento delle serre e dei fabbricati rurali realizza un pieno riconoscimento del settore primario nella produzione di energie rinnovabili». Così il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, ha commentato la firma del decreto.
