Secondo quanto ricostruito dall'Antitrust, alla luce di diverse segnalazioni inviate da alcune associazioni di consumatori, le due imprese inoltravano a diversi consumatori, per il tramite di studi legali, atti di citazione presso sedi di giudici di pace territorialmente incompetenti, al solo fine di intimorirli e spingerli al pagamento di crediti, presumibilmente prescritti o di dubbia esigibilità, acquisiti da una compagnia telefonica fallita.
«Ridurre l'esposizione debitoria fino al 70%, incluse le richieste del Fisco»: era invece la promessa con la quale si presentava ai consumatori in difficoltà finanziarie, tramite pubblicità su internet, organi di stampa e sms, l'Agenzia debiti spa insieme alla società B&P srl (società di gestione del call center incaricato di contattare gli utenti) entrambe in regime fallimentare. In realtà, a differenza di quanto promesso nei messaggi pubblicitari, dopo il primo contatto con il call center (il cui numero era pubblicizzato nel messaggio stesso), i consumatori si vedevano recapitare al proprio domicilio un pacco, da pagare mediante versamento in contrassegno di 390 euro, che conteneva semplicemente la modulistica per conferire eventuali incarichi a effettuare le visure riguardanti la propria esposizione debitoria.
