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Commercialisti, lista unitaria cercasi per la categoria

del 27/12/2012
di: di Simona D'Alessio
Commercialisti, lista unitaria cercasi per la categoria
«Lista unitaria» cercasi per il bene dei commercialisti. E, intanto, si rafforza il richiamo al senso di responsabilità per riparare al danno d'immagine di una categoria che ha visto le elezioni per il rinnovo dei vertici trasformarsi in una battaglia a colpi di ricorsi, culminata nel commissariamento del Consiglio nazionale dell'ordine da parte del ministero della giustizia. Dopo il passo indietro del presidente uscente Claudio Siciliotti e alla vigilia della riunione del gruppo che sostiene lo sfidante Gerardo Longobardi («valuterò la situazione con i colleghi e prenderò la mia decisione», dichiara senza anticipare le mosse) i sindacati tirano le somme. E, pur confessando di avere ancora l'amaro in bocca, cercano di intravedere gli scenari futuri. Marco Cuchel, presidente dell'Associazione nazionale commercialisti, ricorda che «la nostra organizzazione ha promosso un sondaggio interno, da cui emerge che la maggioranza vorrebbe uscisse fuori, a questo punto, una lista unitaria caratterizzata da un forte spirito di rinnovamento». Il dietrofront dell'ex numero uno in lizza per la riconferma, continua in un colloquio con ItaliaOggi, «è stato un atto doveroso, però evidentemente non è sufficiente. Constato che, mentre gli avvocati conquistavano il via libera parlamentare alla riforma del loro ordinamento, marcando la differenza con le altre figure, noi dimostravamo debolezza subendo, nelle stesse settimane, l'approvazione della legge sulle professioni non regolamentate. Occorre conferire unitarietà e autorevolezza a un organismo che, invece, l'ha persa. Molti degli attori protagonisti della vicenda», evidenzia Cuchel, «di entrambe le componenti («Vivere la professione» di Siciliotti e «Insieme per la professione» di Longobardi, ndr) dovrebbero cercare di creare i presupposti perché si ritrovi, con il buonsenso, un percorso comune. Senza più divisioni».

«Eravamo rimasti neutrali nella competizione, adesso però, avendo sotto gli occhi una categoria allo sbando, chiediamo a gran voce un gesto di responsabilità» che si concretizzi nella «formazione di una lista unitaria, anche perché i tempi stringono: andare al voto per il rinnovo del Cndcec il 20 febbraio, significa che il 20 gennaio bisogna aver presentato le candidature», interviene Eleonora Di Vona, alla guida dell'Unione giovani dottori commercialisti.

«Non ci sono soluzioni alternative a una sintesi fra i membri dei due schieramenti», incalza, osservando di credere «ci sia del buono nelle due squadre». È, infine, rammaricato Franco Carella, presidente dell'Associazione italiana dottori commercialisti, poiché la «lunga campagna elettorale» ha relegato in secondo piano questioni rilevanti come «l'elenco dei revisori presso le pubbliche amministrazioni e le ormai ex professioni non riconosciute». Siciliotti «non avrebbe dovuto fare prima il passo in avanti, avendo affermato, in precedenza, che non avrebbe corso per un altro mandato. Ci sono stati errori nel gruppo di Longobardi, ma vi si può porre rimedio, senza che il candidato debba arretrare», conclude.

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