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Basta dubbi, i conti base sono esenti dal balzello

del 22/12/2012
di: di Fabrizio Vedana
Basta dubbi, i conti base sono esenti dal balzello
Niente bollo sui conti base. Lo chiarisce l'Agenzia delle entrate con la circolare 48/e pubblicata ieri. La circolare si compone di ben 46 pagine ed è accompagnata da ben 17 esempi di calcolo dell'imposta di bollo. L'obiettivo dichiarato dalla stessa amministrazione finanziaria è quello di eliminare i dubbi interpretativi nell'applicazione dell'imposta che è stata oggetto di un ampio restyling nel corso degli ultimi mesi: prima con l'articolo 19 del dl 201/2011 (cosiddetto decreto salva Italia) e poi con il decreto del ministero dell'economia del 24 maggio scorso. Il dl 201, come si ricorderà, ha modificato l'articolo 13 commi 2bis e 2ter della tariffa parte prima allegata al dpr 26 ottobre 1972 n.642 dettando una nuova disciplina in materia di imposta di bollo applicabile agli estratti conto e ai rendiconti dei libretto di risparmio nonché a quella applicabile alle comunicazioni inviate alla clientela relativamente ai prodotti finanziari ivi incluse le polizze assicurative. La circolare di ieri definisce inoltre i soggetti tenuti all'applicazione dell'imposta e chiarisce le modalità di calcolo della stessa. L'Agenzia delle entrate ribadisce in primo luogo che l'impostazione di bollo si applica ora anche ai depositi bancari e postali. Viene, invece, confermato che agli estratti dei conti correnti e ai libretto di risparmio l'imposta va applicata in misura pari a 34,20 euro ovvero 100 euro qualora il rapporto sia intestato a una persona giuridica. Nessuna imposta di bollo (neppure quella minima) andrà invece applicata ai conti aperti su richiesta dell'autorità giudiziaria ivi inclusi quelli aperti a nome del fondo unico giustizia. Esenti dall'applicazione dell'imposta così come modificata dal dl 201/2011 anche i cosiddetti conti base ovvero i conti aperti nell'ambito e in applicazione di quanto previsto dall'articolo 12 comma 6 del dl 201/2011 ovvero gli speciali conti previsti per consentire il pagamento di stipendi e pensioni direttamente sul conto bancario con previsione dell'azzeramento di spese e bollo in presenza di soggetti aventi, chiarisce l'Agenzia delle entrate, un reddito inferiore a 7.500 euro. La circolare 48/e chiarisce inoltre che al fine del calcolo dell'imposta va considerato l'anno civile e la periodicità di invio dei relativi estratti, rendiconti o comunicazioni. L'imposta andrà applicata anche in occasione della chiusura del conto se interviene prima della fine dell'anno. Per i clienti che hanno più rapporti andrà fatto il calcolo e applicato il bollo sui singoli conti. I molti esempi riportati nella circolare contribuiranno certamente a evitare errori nell'impostare i necessari interventi nelle procedure informatiche e nei software bancari. L'Agenzia offre inoltre importanti chiarimenti relativamente alla disciplina applicabile ai conti dormienti e ai libretti postali emessi prima del 2004. Confermata l'esenzione dall'applicazione dell'imposta per i depositi e i libretti intestati a persone fisiche con valore medio di giacenza non superiore a 5 mila euro. Destinata a incidere pesantemente anche nelle strategie commerciali delle banche la norma che prevede, ai fini dell'applicazione dell'esenzione per gli importi inferiori a 5 mila euro, il cumulo dei depositi che il cliente ha presso la stessa banca (ma per esempio su diverse filiali o agenzie); analoga disposizione si applicherà anche ai clienti delle Poste e della cassa depositi e prestiti. L'Agenzia delle entrate si sofferma poi sulle modifiche apportate dal dl 201 alla disciplina dell'imposta di bollo sulle comunicazioni inviate alla clientela relativa a prodotti finanziari. L'imposta viene fissata nell'1 per mille per l'anno 2012 e nell'1,5 per mille per gli anni successivi; per il solo anno 2012 è stato previsto un importo massimo si 1.200 euro (importo che potrebbe essere confermato anche se maggiorato nella legge di stabilità). I prodotti che rilevano ai fini di cui sopra sono quelli di cui all'articolo 1 del dlgs 58/98 ovvero i valori mobiliari, gli strumenti finanziari anche derivati, le quote di fondi comuni di investimento e le polizze aventi contenuto finanziario ovvero di capitalizzazione di cui all'articolo 2 comma 1 del dlgs 209/05. Altra importante ed attesa novità contenuta nella circolare dell'Agenzia delle entrate è la prevista applicazione dell'imposta di bollo anche sulle attività finanziarie detenute all'estero per il tramite di società fiduciaria italiana. L'applicazione del bollo da parte della fiduciaria, infatti, evita di applicare la nuova imposta sulle attività estere (Ivafe), consente al cliente di evitare la compilazione del quadro rw e permette di applicare l'importanza massimo previsto in 1.200 euro per il 2012 e quello indicato nella legge di stabilità per gli anni successivi. La circolare infine chiarisce termini e modalità di applicazione del bollo sulle polizze estere completando così il quadro normativo di riferimento che è stato oggetto di importanti modifiche nel corso del 2012.

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