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Nel 2013 aumentano gli sconti per i figli a carico

del 22/12/2012
di: di Valerio Stroppa
Nel 2013 aumentano gli sconti per i figli a carico
Fisco più leggero sulle famiglie, in particolare quelle numerose. Per ogni figlio a carico il contribuente avrà diritto, dal 1° gennaio 2013, a una detrazione Irpef fino a un massimo di 950 euro, a fronte degli 800 euro ad oggi vigenti. Se il bambino ha un'età inferiore ai tre anni, inoltre, lo sconto tributario passa dagli attuali 900 a 1.220 euro. Cresce anche la detrazione aggiuntiva a favore dei figli disabili (da 220 a 400 euro). È quanto prevede la legge di stabilità approvata ieri in via definitiva dalla camera.

La modifica interessa l'articolo 12, comma 1, lettera c) del dpr n. 917/1986 (Tuir). Un aiuto ai nuclei familiari che, di fatto, è andato a compensare la mancata riduzione di un punto percentuale dell'aliquota dei primi due scaglioni dell'Irpef inizialmente ipotizzata dal governo (si veda ItaliaOggi del 14 novembre 2012).

Al di là degli importi massimi riconosciuti, tuttavia, non cambiano le regole di calcolo per determinare il bonus fiscale. Tra le norme rimaste immodificate c'è quella che premia con ulteriori 200 euro di sgravio per ogni figlio i contribuenti che hanno almeno quattro figli. Invariato rispetto alla legislazione vigente anche il progressivo decremento del beneficio all'aumentare del reddito: l'articolo 12 del Tuir prevede infatti che la detrazione compete per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 95 mila euro, diminuito del reddito complessivo, e 95 mila euro. Va però precisato come, in presenza di più figli, il tetto dei 95 mila euro debba essere incrementato di 15 mila euro per ogni figlio successivo al primo.

Sono considerati a carico i figli legittimi, naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati, che nel corso del periodo d'imposta non abbiano conseguito un reddito superiore alla soglia di 2.840,51 euro (al lordo degli oneri deducibili). Di regola la detrazione va ripartita al 50% tra i genitori, ma è possibile imputare l'intero sgravio a uno solo dei due, purché quest'ultimo sia quello con il reddito più alto nella coppia. Laddove i coniugi si siano separati legalmente o comunque gli effetti civili del matrimonio siano stati annullati, sciolti o interrotti, la detrazione spetta al genitore affidatario (salvo diverso accordo).

Ma quanto peserà questo aiuto alle famiglie sulle casse pubbliche? La relazione tecnica messa a punto dall'esecutivo si basa sulle risultanze delle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2010 (anno 2009). La perdita di gettito annuo, a regime, si attesta a quota 1.205,7 milioni di euro. Ai quali deve essere aggiunto il mancato introito relativo all'addizionale Irpef regionale (46 milioni) e comunale (12,6 milioni). La copertura finanziaria ipotizzata dai tecnici governativi prevede quindi un costo per l'erario di 939 milioni di euro per il 2013, di 1.403 milioni per il 2014 e di 1.264 milioni per il 2015.

Soggetti non residenti. Prorogate anche per il 2013 le detrazioni per carichi di famiglia in favore dei soggetti non residenti. La legge di stabilità allunga di un anno gli effetti delle disposizioni recate dall'articolo 1, comma 1324 della legge n. 296/2006, giunte ormai al settimo anno di applicazione. La Finanziaria 2007 ha stabilito che gli sconti Irpef per i figli a carico regolati dall'articolo 12 del Tuir spettino anche ai soggetti non residenti, purché questi dimostrino con idonea documentazione che i familiari non possiedono redditi superiori a 2.840 euro. Inoltre, i soggetti a carico non devono godere, nel paese di residenza, di alcun beneficio fiscale connesso ai carichi familiari. La legge precisa tuttavia che la detrazione spettante per il 2013 non rileverà ai fini del calcolo dell'acconto Irpef per il 2014. Dal punto di vista degli effetti finanziari, l'intervento incide in minima parte. La relazione tecnica precisa che i soggetti non residenti che beneficiano delle detrazioni per familiari a carico sono circa 4 mila (un numero in calo, visto che negli anni passati la media era di 6 mila). Ipotizzando una detrazione media pro capite di 1.500 euro a testa, la perdita complessiva di gettito nel biennio 2013-2014 per lo stato italiano non supererà i 6 milioni di euro.

Pensioni di guerra. Ma un altro intervento ai fini Irpef operato dalla legge di stabilità riguarda le pensioni di guerra. Il testo approvato in prima lettura dalla camera, infatti, aveva revisionato l'esenzione totale dall'imposta per le pensioni di guerra disciplinata dall'articolo 34 del dpr n. 601/1973. Il perimetro del beneficio era stato ristretto: i trattamenti erogati a titolo di reversibilità in favore di soggetti con reddito complessivo superiore ai 15 mila euro sarebbero stati soggetti a tassazione. Con un recupero di gettito di 93 milioni di euro all'anno. L'intervento ha però suscitato un acceso dibattito e una richiesta bipartisan del parlamento di reintrodurre l'intangibilità delle pensioni di guerra. Così è stato. Nel corso dell'esame in senato, il comma è stato soppresso e l'esenzione da Irpef è tornata per tutti.

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