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Agricoltura, opzione tassazione fondiaria al 2015

del 22/12/2012
di: di Luigi Chiarello e Fabrizio G. Poggiani
Agricoltura, opzione tassazione fondiaria al 2015
Le società agricole commerciali, siano esse di persone o di capitali, potranno godere della tassazione fondiaria per opzione fino al 2015. Potranno cioè scegliere per un altro triennio (2012/2014) se determinare il proprio reddito su base catastale o a bilancio; è questo l'effetto di un emendamento inserito sul filo di lana nella legge di stabilità per il 2013.

Società agricole. La disposizione in commento prevede la possibilità per le società agricole commerciali (società personali e di capitale) di optare per la tassazione fondiaria, in luogo di quella a bilancio, utilizzando i criteri indicati dagli articoli 55 e seguenti del dpr n. 917/1986.

Infatti, le opzioni previste dai commi 1093 e 1094 dell'articolo 1, della legge 296/2006 (Finanziaria 2007) non saranno più esercitabili a decorrere dal periodo d'imposta 2015 (per i soggetti con periodo d'imposta solare), con la conseguenza che, anche chi avrà effettuato tale scelta a ridosso del 2015 (per esempio per l'esercizio 2014), ancorché la scelta abbia valenza per un triennio, dovranno rientrare nella tassazione secondo di criteri previsti per il reddito d'impresa, a decorrere da tale periodo d'imposta (2015).

Si ricorda, che il limite temporale, nello schema del disegno di legge di stabilità, era stato fissato in prima battuta al 31 dicembre 2011 ma con una norma che inaspriva a esercizio in corso (2012) la tassazione sul reddito in formazione. Successivamente, il governo annunciò lo slittamento di un anno del termine di godimento dell'opzione, salvando di fatto anche l'esercizio 2012 e postergando la revoca a decorrere dal periodo d'imposta successivo.

La cosa trovò corpo nel disegno di legge di stabilità, licenziato dal Consiglio dei ministri il 10 ottobre scorso (si veda ItaliaOggi del 12/10/2012); in particolare, il disegno di legge varato da Palazzo Chigi limitava al solo anno in corso (2012) l'accesso delle società agricole alla tassazione a forfait e imponeva, dal 2013, la fiscalità a bilancio. Con l'emendamento in commento inserito nella legge di stabilità, lo stop alla fiscalità fondiaria per le società agricole è stato spostato al 31 dicembre 2014, con la conseguenza che il reddito realizzato nel 2014 sarà l'ultimo a godere della fiscalità agevolata (tassazione su base fondiaria), mentre la tassazione a bilancio scatterà sul reddito realizzato a partire dal 2015.

L'addio alla fiscalità fondiaria per le società segna un ritorno all'antico e marca una forte discriminazione (soprattutto sul fronte della concorrenza) rispetto ai produttori agricoli che esercitano le medesime attività, di cui all'art. 2135 c.c., ma con veste giuridica diversa da quella dell'impresa individuale e della società semplice.

Infatti, il comma 1093, dell'art. 1, della legge 296/2006 (Finanziaria 2007) disponeva che le società di persone, le società a responsabilità limitata e le società cooperative (restavano fuori le società per azioni), con qualifica di società agricola, di cui all'art. 2, dlgs n. 99/2004, potessero «optare» per la tassazione basata sui redditi fondiari, di cui all'articolo 32 del Tuir.

Con la nuova legge di stabilità, invece, il legislatore abroga dal 2015 questo regime opzionale, riportando queste società tra quei soggetti che determinano il proprio reddito ai sensi degli articoli 55 e seguenti del Tuir (reddito d'impresa). E, contestualmente, abroga, sempre dal 2015, il regime (introdotto col comma successivo, il 1094), che consente la tassazione forfetizzata del reddito anche per le società costituite da imprenditori agricoli, non necessariamente professionali (Iap), che esercitano «esclusivamente» attività dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti agricoli ceduti dai soci. Permane la tassazione fondiaria, quale regime «naturale», per gli imprenditori individuali, gli enti non commerciali e, soprattutto, le società semplici.

Redditi fondiari. Con riferimento a tali redditi, la legge di stabilità dispone che, ai fini della determinazione delle imposte sui redditi, per il triennio 2013/2015, i redditi dominicali e agrari sono rivalutati del 15%, con la sola esclusione di quelli riferibili ai terreni posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali.

Dalla rivalutazione citata, infatti, restano esclusi i fondi rustici, anche non coltivati (set-aside), purché posseduti e condotti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali (Iap), di cui all'art. 1, dlgs n. 99/2004, iscritti alla propria previdenza agricola, per i quali la rivalutazione resta fissata nella misura del 5%.

Ai fini della determinazione dell'acconto per il 2013, la disposizione in commento dispone che i contribuenti devono tenere conto della rivalutazione incrementata.

Gasolio agricolo. La norma, come si evince chiaramente anche dalle relazioni di accompagnamento, dispone che a decorrere dall'anno 2013, al fine di poter usufruire dell'applicazione dell'accisa ridotta per i carburanti utilizzati per l'esercizio delle attività agricole, le regioni dovranno utilizzare i dati inseriti all'interno del Sistema informativo agricolo nazionale (Sian) e nel fascicolo aziendale gestito dall'Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea).

La norma dispone che la determinazione dei quantitativi di gasolio agevolato da immettere nell'impiego deve rispettare quelli indicati nei fascicoli degli agricoltori, con la conseguenza che in futuro, stante la previsione di detti controlli stringenti, si realizzerà una contrazione del 5% del consumo di carburante agevolato. A decorrere dall'1º gennaio 2014, i consumi medi standardizzati di gasolio da ammettere all'impiego agevolato sono rilevabili dal decreto 26/02/2002 del ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 20/3/2002 e sono ridotti del 5%, mentre per il solo anno 2013 la riduzione sarà addirittura del 10%.

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