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Iva istantanea sulle permute con valore della controprestazione

del 20/12/2012
di: di Franco Ricca
Iva istantanea sulle permute con valore della controprestazione
L'impresa che, in cambio della cessione del diritto di superficie su un terreno, si impegna a cedere una porzione di un immobile da costruire, deve versare l'Iva con riferimento alla data di stipulazione dell'atto notarile riguardante il diritto di superficie, perché in tale momento riceve il pagamento anticipato (in natura) della futura cessione.

La base imponibile, essendo costituita dal corrispettivo ricevuto, non può essere quantificata nel valore normale della porzione immobiliare, salvo che l'operazione sia effettuata fra soggetti collegati. Pertanto, trattandosi di corrispettivo in natura, la base imponibile corrisponde al valore che l'impresa attribuisce alla controprestazione, ossia alla somma che essa sarebbe disposta a pagare per ottenere il diritto di superficie. Questi gli interessanti chiarimenti forniti dalla corte di giustizia Ue nella sentenza 19 dicembre 2012, causa C-549/11, concernente l'applicazione dell'Iva ad un'operazione permutativa molto frequente nel settore delle costruzioni.

Le questioni

Le questioni, sollevate dai giudici bulgari nell'ambito di una controversia scaturita da un accertamento dell'amministrazione finanziaria, riguardavano, da un lato, la possibilità di considerare realizzata l'esigibilità dell'Iva, a seguito del pagamento anticipato “in natura”, a fronte di un'operazione futura e, dall'altro, la base imponibile dell'operazione permutativa.

In merito alla prima questione, la corte ha ricordato che, in caso di pagamento di acconti prima che la cessione dei beni o la prestazione di servizi sia effettuata, l'imposta diventa esigibile al momento dell'incasso, purché tutti gli elementi qualificanti della futura operazione siano già conosciuti in tale momento. Nella fattispecie, la corte, dopo avere chiarito che, anche ai detti fini, il pagamento può essere in natura, purché esprimibile in denaro, ha ritenuto sussistenti le condizioni per l'esigibilità allorquando l'impresa ha ricevuto il diritto di superficie quale corrispettivo della futura consegna di lavori immobiliari precisamente identificati.

La base imponibile

Quanto alla base imponibile dell'operazione permutativa, l'amministrazione, basandosi sulla normativa bulgara, pretendeva che l'impresa determinasse l'Iva sul valore normale della propria prestazione, ossia sul valore dei lavori immobiliari. La corte ha però ritenuto tale normativa non conforme alla direttiva (la sentenza impatta quindi anche sulla norma italiana dell'art. 13, comma 2, lett. d, del decreto del presidente della repubblica 633/72, che parla di valore normale).

La corte ricorda infatti che, salva l'ipotesi di operazioni fra soggetti collegati, dove è ammesso, a determinate condizioni, assumere il valore normale, la base imponibile dell'Iva è il corrispettivo, che rappresenta il valore soggettivo, ossia il valore realmente percepito e non un valore stimato secondo criteri oggettivi. Pertanto, qualora il corrispettivo non consista in una somma di denaro pattuita dalle parti, detto valore, per essere soggettivo, deve essere quello che l'impresa beneficiaria della cessione del diritto di superficie, che rappresenta il corrispettivo della propria operazione imponibile, attribuisce al predetto diritto e deve corrispondere alla somma che essa è disposta a pagare a tal fine.

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