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Tribunali: invio telematico degli atti giudiziari

del 20/12/2012
di: di Antonio Ciccia
Tribunali: invio telematico degli atti giudiziari
Dal 30 giugno 2014 obbligo di invio telematico degli atti giudiziari ai tribunali. Gli avvocati potranno depositare atti e documenti cartacei solo in casi eccezionali autorizzati dal giudice. Lo prevede il disegno di legge di stabilità, oggi al via del senato dopo l'approvazione ieri in commissione Bilancio (passerà poi alla camera per l'ok definitivo), che ridisegna anche il procedimento di pignoramento dei crediti e cioè il pignoramento effettuato facendosi assegnare somme che terzi devono pagare al debitore. La procedura apre al silenzio-assenso: se il terzo non comunica a quanto ammonta il suo obbligo verso il debitore pignorato, allora il giudice assegnerà al creditore la somma da lui richiesta e non contestata.

Ma vediamo in dettaglio le novità.

Avvocati telematici. Il ddl stabilità impone agli avvocati di depositare in tribunale atti telematici e non più cartacei. A decorrere dal 30 giugno 2014 l'invio telematico obbligatorio riguarderà i procedimenti civili. Quindi il deposito degli atti processuali e dei documenti da parte dei difensori avverrà esclusivamente con modalità telematiche. La regola vale anche per i decreti ingiuntivi, l'esecuzione e le procedure concorsuali: per queste ultime limitatamente agli atti e documenti depositati da parte del curatore, del commissario giudiziale, del liquidatore, del commissario liquidatore e del commissario straordinario.

Il deposito di atti e documenti si considererà avvenuto al momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata del ministero della giustizia.

La data di partenza potrà essere anticipata nelle sedi già pronte come dotazioni tecnologiche.

Per Corti di appello e altri uffici giudiziari l'applicazione dell'invio telematico sarà graduale e stabilita con successivi decreti.

Per il deposito cartaceo ci vorrà un'apposita autorizzazione del giudice, ma solo quando il sistema informatico non funziona oppure in altri casi eccezionali.

Notifiche in proprio. Gli avvocati potranno notificare in proprio (legge 53 del 1994) anche con modalità telematiche, utilizzando la posta elettronica certificata. Il messaggio deve indicare nell'oggetto che si tratta di «notificazione ai sensi della legge 53/1994».

Se l'atto che l'avvocato deve notificare è un originale cartaceo, il legale dovrà estrarre copia informatica dell'atto e attestare la conformità all'originale: la notifica si eseguirà mediante allegazione dell'atto al messaggio di posta elettronica certificata.

Pignoramento crediti. Nell'atto di pignoramento di crediti (per esempio stipendi o pensioni) il creditore dovrà indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata.

Inoltre il terzo pignorato (per esempio il datore di lavoro del dipendente pignorato) potrà inviare la sua dichiarazione al creditore (che aspira all'assegnazione del credito nei limiti di legge) anche a mezzo di posta elettronica certificata.

Il disegno di legge di stabilità cambia anche la disciplina nel caso in cui il terzo non invii la dichiarazione. Nel codice di procedura civile vigente, in questo caso, si apre un processo ordinario per accertare se il terzo abbia un debito nei confronti del pignorato.

La nuova disciplina prevede che se il pignoramento riguarda stipendi e indennità da lavoro, quando il terzo non compare all'udienza stabilita, il credito pignorato, nei termini indicati dal creditore, si considera non contestato. Quindi se il datore di lavoro non manderà la dichiarazione, si intenderà che ha un debito nei confronti del pignorato e il terzo può esigere le somme (non contestate) dal datore di lavoro.

Per altri casi, quando all'udienza il creditore dichiara di non aver ricevuto la dichiarazione, il giudice, con ordinanza fissa un'udienza successiva. Se il creditore non comparirà alla nuova udienza, il credito pignorato si considererà non contestato e il creditore può rivalersi sul terzo.

La legge di stabilità prevede poi una forma rapida di soluzione delle contestazioni sulla dichiarazione del terzo: saranno risolte dal giudice dell'esecuzione con ordinanza. Le nuove disposizioni si applicheranno ai procedimenti di espropriazione presso terzi iniziati successivamente all'entrata in vigore della legge di stabilità.

Curatori fallimentari. Il curatore, il commissario giudiziale, il commissario liquidatore, entro dieci giorni dalla nomina, dovranno comunicare al registro delle imprese il proprio indirizzo di posta elettronica certificata.

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