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Beni culturali: ok alla qualifica di restauratore

del 19/12/2012
di: di Benedetta Pacelli
Beni culturali: ok alla qualifica di restauratore
Via libera alla legge che riconosce la qualifica di restauratore. Dopo anni di attesa, infatti, la Commissione beni culturali della Camera ha licenziato ieri un disegno di legge che modifica l'art. 182 del Codice dei beni culturali del 2004, stabilendo la «disciplina transitoria per il conseguimento delle qualifiche professionali di restauratore di beni culturali e di collaboratore restauratore di beni culturali». Ma per gli oltre 20 mila operatori del settore bisognerà aspettare ancora un po' giacché è la stessa legge a prevedere l'adozione di decreti attuativi che regoleranno ulteriori aspetti della disciplina, dalle linee-guida per l'espletamento della procedura di selezione pubblica fino al nuovo bando. In sostanza il provvedimento in via transitoria rivede la disciplina del conseguimento delle qualifiche stabilendo che tale qualifica venga attribuita, per i settori specificatamente indicati, a coloro i quali abbiano maturato un'adeguata competenza professionale in specifici ambiti del restauro. Questa qualifica è attribuita alla conclusione di un' apposita procedura di selezione pubblica, indetta entro il 31 dicembre 2012 e che dovrà concludersi entro il 30 giugno 2015, che consiste nella valutazione dei titoli e delle attività, e nell'attribuzione dei relativi punteggi. Vengono poi indicati i termini temporali entro cui devono essere acquisiti i requisiti richiesti con un'articolazione che tiene conto delle professionalità maturate negli ultimi dieci anni. In particolare, il punteggio previsto per i titoli di studio spetta per i titoli conseguiti alla data del 30 giugno 2012, nonché per quelli conseguiti entro la data del 31 dicembre 2014 da coloro i quali risultino iscritti ai relativi corsi alla data del 30 giugno 2012. Grande soddisfazione di Feneal Fica Fillea, le categorie di Cgil Cisl Uil che organizzano i lavoratori e le lavoratrici del restauro e archeologia, ma anche di Confartigianato Restauro per l'approvazione di un testo che «ha accolto le nostre proposte, in particolare quella di assegnare un valore oggettivo ai documenti che attestano il riconoscimento professionale della esperienza lavorativa anche per coloro che lavorano come dipendenti o collaboratori».

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