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Benzina, balzello da due miliardi per il dissesto

del 19/12/2012
di: di Andrea Mascolini
Benzina, balzello da due miliardi per il dissesto
Gli interventi per il dissesto idrogeologico saranno finanziati con un prelievo su ogni litro di benzina fino a raggiungere la somma di 2 miliardi l'anno; previsto l'obbligo di assicurazione per le costruzioni situate nelle zone a rischio inondazione e il divieto di abitare o lavorare nelle zone ad altissimo rischio idrogeologico; ogni anno sarà varato un piano di interventi che coprirà almeno il 10% del territorio a rischio idrogeologico e coinvolgerà l'89% dei comuni italiani.

Sono questi alcuni dei contenuti previsti nella bozza di delibera Cipe che dovrebbe essere portata oggi all'attenzione del cosiddetto «Precipe» in vista della riunione del Comitato di fine settimana.

Si tratta del più volte annunciato «Piano Clini» con il quale si intende avviare la programmazione degli interventi destinati a mettere in sicurezza vaste aree del territorio. Si tratta, stando ai dati contenuti nei Piani di assetto idrogeologico previsti dalle leggi 267/1998 e 365/2000, di interventi che riguarderanno le aree a elevata vulnerabilità per i rischi di frane e alluvioni, che rappresentano circa il 10% della superficie italiana (29.500 kmq) e riguardano l'89% dei comuni (6.631). Il «Piano di adattamento ai cambiamenti climatici, la gestione sostenibile e la messa in sicurezza del territorio» costituisce attuazione del Libro Bianco della Commissione europea («Adattarsi ai cambiamenti climatici: verso un quadro d'azione europeo»), che impegna i paesi membri a dotarsi entro la fine del 2012 di una Strategia di adattamento nazionale e prende le mosse dalla presentazione al Cipe, entro il primo marzo 2013, da parte del ministro dell'ambiente, d'intesa con i ministri delle politiche agricole e forestali, delle infrastrutture e dell'economia e finanze, sentita la Conferenza unificata, della «Strategia nazionale per l'adattamento ai cambiamenti climatici». A sua volta la «strategia» poggerà sui risultati emersi, così si legge nella bozza, dal Rapporto sullo stato delle conoscenze scientifiche su impatti, vulnerabilità e adattamento ai cambiamenti climatici (sempre curato dal Ministero dell'ambiente), poi aggiornato ogni quattro anni. Questo Rapporto servirà, peraltro, anche ad aggiornare entro il 31 dicembre 2013 i Piani di assetto idrogeologico, compito, questo, delle Autorità di bacino dei distretti idrografici. Fra le priorità di intervento della «Strategia» si segnalano: la limitazione degli usi a fini urbani e produttivi delle zone individuate ad alta vulnerabilità dai Pai; il contenimento del consumo del suolo; la manutenzione dei corsi d'acqua attraverso interventi di regimazione idraulica, di ricalibratura e di pulizia degli alvei; il ripristino della gestione dei suoli nelle aree più esposte al rischio di frane (terrazzamenti e coltivazioni dedicate); la manutenzione dei boschi e la riduzione della vulnerabilità delle coste. Tutte queste priorità saranno quindi alla base della Strategia e verranno attuate da parte del Cipe che, entro il 1° marzo di ogni anno (con decorrenza 2014), varerà un piano annuale di interventi per l'adattamento ai cambiamenti climatici e la messa in sicurezza del territorio sulla base dei Pini di assetto idrogeologico. Dal punto di vista del reperimento delle risorse finanziarie due saranno le fonti individuate dalla delibera: un prelievo, determinato annualmente, su ogni litro di carburante consumato fino al raggiungimento di 2 mila milioni di euro all'anno e un 40% dei proventi derivanti dalle aste dei permessi di emissione di cui alla Direttiva europea 2009/29/CE. Fra le misure urgenti previste dalla bozza di delibera, in attesa della revisione dei Piani di assetto idrogeologico, il divieto di usare le zone già classificate «R4 - Aree a rischio idrogeologico molto elevato», ai fini residenziali, produttivi o per servizi e infrastrutture.

Infine la bozza prevede che entro il 31 marzo sia varato dal governo un disegno di legge nel quale sia previsto l'obbligo di un'assicurazione obbligatoria per la copertura dei rischi connessi agli eventi climatici estremi a carico di beni e strutture di proprietà pubblica e privata.

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