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Cartelle pazze, stop domanda a favore del fisco

del 19/12/2012
di: di Valerio Stroppa e Giovanni Galli
Cartelle pazze, stop domanda a favore del fisco
Stop alle cartelle di pagamento sbagliate su istanza del contribuente. E la pretesa sarà annullata di diritto decorsi 220 giorni dalla richiesta senza che l'ente creditore o l'agente della riscossione abbia provveduto a risolvere il problema. Cambia a favore del fisco, però, la procedura di incasso dei mini-ruoli: Equitalia dovrà avvisare il debitore tramite posta ordinaria con un sollecito di pagamento e da quel momento scatteranno 120 giorni di stop automatico delle «ganasce» (oggi, invece, la sospensione riguarda le somme fino a 2 mila euro, per le quali è necessario un doppio preavviso postale a distanza di almeno sei mesi uno dall'altro). È quanto prevede il ddl cartelle pazze, che dopo le vicissitudini delle ultime settimane andate in scena presso la commissione finanze del senato è stato incorporato nella legge di stabilità, che approda oggi in aula al Senato. «Un ottimo risultato», spiega a ItaliaOggi Giuliano Barbolini (Pd), primo firmatario del subemendamento che ha trasfuso il ddl in un emendamento dei relatori al testo della legge di bilancio, «a differenza che sulla delega fiscale, stavolta gli sforzi compiuti in commissione sono stati valorizzati. D'altra parte c'era un ampio consenso su questo provvedimento». A questo punto, confluito nella legge di stabilità, il ddl non ha più motivo di camminare con le proprie gambe: ieri, infatti, è stata sconvocata la seduta deliberante della commissione finanze di palazzo Madama, che avrebbe dovuto dare il via libera al ddl senza passare dall'aula. Da segnalare che l'emendamento Barbolini riprende in toto il testo messo a punto in commissione. E non recepisce, quindi, la modifica del ministero della giustizia che avrebbe consentito all'ente creditore di emettere nuovamente la cartella (stavolta corretta) dopo l'annullamento di quella «pazza», entro il termine di prescrizione. Il ritocco, «suggerito» secondo via Arenula, «imposto» secondo i senatori, aveva suscitato polemiche e, in un primo momento, fatto saltare la sede deliberante (si veda ItaliaOggi del 1° dicembre scorso).

ENTI LOCALI

Via libera a un aumento a 1,4 miliardi di euro per le risorse destinate a Comuni e Province nel ddl Stabilità. La commissione Bilancio ha approvato l'emendamento dei relatori sul patto di Stabilità interno, definito dopo un accordo tra governo e maggioranza. In particolare, un miliardo arriverà da un allentamento del Patto, mentre 400 milioni sono legati a minori tagli per le amministrazioni comunali. La questione Comuni è stata risolta con un sub-emendamento dei relatori che prevede un aumento, per il 2013, della dotazione del fondo di solidarietà comunale di 150 milioni di euro, che saranno presi da un fondo usato anche per i rimborsi fiscali alle imprese. «Alla compensazione degli effetti finanziari sui saldi di finanza pubblica - secondo la proposta di modifica - si provvede, in termini di saldo netto da finanziare, mediante versamento all'entrata del bilancio dello Stato di una corrispondente quota delle risorse disponibili sulla contabilità speciale 1778 “Agenzia delle entrate - Fondi di bilancio”». Aumentano ancora quindi, come detto, a quota 1,4 miliardi, le risorse per Comuni e Province nel ddl Stabilità, già incrementate ieri da 850 milioni a 1,25 miliardi. In particolare, per allentare il patto di stabilità interno 600 milioni saranno destinati ai Comuni, 200 milioni alle Province, 180 milioni ai Comuni con meno di 5 mila abitanti e 20 milioni a quelli che hanno aderito alla presentazione dei bilanci sperimentali. In totale quindi un miliardo di euro per il Patto, cui vanno aggiunti i 400 milioni derivanti da minori tagli per le amministrazioni comunali.

PROROGHE

Via libera alle proroghe che sarebbero dovute confluire nel Milleproroghe di fine anno e che invece sono state trasfuse nella legge di Stabilità. Quali, ad esempio, il rinvio di sei mesi del blocco degli sfratti, con una possibile ulteriore proroga di altri sei mesi (si veda ItaliaOggi di ieri). Le scadenze dei mandati di presidente e consiglio direttivo degli enti parco nazionali slittano al dicembre 2013. Slittano di un anno i tagli al parco auto di Poste italiane. Prorogato al 30 giugno 2013 il termine per realizzare gli impianti fotovoltaici su edifici pubblici e aree della pubblica amministrazione. La scadenza per l'attivazione è rinviata «esclusivamente per gli impianti da realizzare su edifici pubblici e su aree delle amministrazioni pubbliche la cui autorizzazione sia stata chiesta o ottenuta, al 31 marzo 2013, ovvero per gli impianti della medesima fattispecie sottoposti alle procedure di valutazione di impatto ambientale». Prevista la proroga dei contratti dei precari della p.a. sino al 31 luglio. «Le amministrazioni pubbliche», secondo la modifica, «possono prorogare i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, in essere al 30 novembre 2012, che superano il limite dei 36 mesi comprensivi di proroghe e rinnovi o il diverso limite previsto dai contratti nazionali, fino e non oltre il 31 luglio 2013, previo accordo decentrato con le organizzazioni sindacali». Prorogata per il 2013 anche l'erogazione di contributi alle aziende in crisi che utilizzano i contratti di solidarietà: «Un contributo pari alla metà del monte retributivo da esse non dovuto a seguito della riduzione di orario». La disposizione si applica anche alle aziende artigiane con meno di 16 dipendenti. Lo stesso subemendamento prevede inoltre la proroga per la cigs per cessazione di attività. Riassegnati anche i fondi a Italia Lavoro Spa, benché decurtati del 10%, per oltre 11 milioni euro. E ancora, i termini di scadenza dei consigli di indirizzo e vigilanza di Inps e Inail saranno prorogati sino 31 luglio, proroga resa necessaria in attesa della nascita del cosiddetto super-Inps.

SISMA

«Le imprese dei territori colpiti dal sisma si trovano in una situazione paradossale e insostenibile generata dalla modifica, introdotta dalla commissione Bilancio del Senato, sulla sospensione dei pagamenti previdenziali, assistenziali e assicurativi». Lo afferma un comunicato della Cna che sottolinea la gravità di questo fatto. «Le imprese, pur avendo provveduto al versamento di tutte le somme dovute, stando alle decisioni assunte dalla commissione Bilancio, sarebbero costrette a sobbarcarsi l'intero onere economico dovuto all'anticipazione di contributi e ritenute che, in condizioni normali, spettano ai lavoratori. È una situazione inverosimile e inaccettabile e per questo useremo ogni mezzo ed ogni energia per cambiare questo stato di cose. Al punto in cui siamo», conclude la nota, «è fondamentale, per queste imprese, l'accesso immediato al finanziamento assistito dalla garanzia dello Stato per le somme anticipate al posto dei lavoratori».

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