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Riconoscimento figli naturali, parola al nuovo esecutivo

del 18/12/2012
di: La Redazione
Riconoscimento figli naturali, parola al nuovo esecutivo
Legge sul riconoscimento dei figli, al via la fase attuativa. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n. 229 di ieri della legge n. 219 sul riconoscimento dei figli naturali la parola spetterà al futuro esecutivo per la fase attuativa di uno degli aspetti più delicati delle nuove norme, quello che affida una delega al governo sulla disciplina completa della materia della filiazione soprattutto sull'aspetto legato alla successione.

Intanto una delle principali novità: la norma introduce la definizione di parentela che è tale per la discendenza da un medesimo stipite, indipendentemente dal carattere legittimo o naturale della filiazione. Questo significa che si creano rapporti di parentela tra il figlio naturale e la famiglia del genitore. Il riconoscimento non si limita, quindi, a produrre effetti per il genitore che l'ha effettuato, ma estende la propria efficacia anche sui parenti del genitore stesso. Le nuove regole hanno immediate ripercussioni in materia di successioni, per le quali è previsto un criterio di delega, con l'obiettivo dell'unificazione dello stato di figlio. La novità avrà effetto anche in eventuali giudizi pendenti: sarà così assicurata la produzione degli effetti successori nei confronti dei parenti anche per gli aventi causa del figlio naturale premorto o deceduto nel corso del riconoscimento (estese conseguentemente le relative azioni petitorie per il riconoscimento del diritto all'eredità). Tra le modifiche che possono interessare maggiormente la pratica forense si segnala l'articolo 3 della legge che disciplina espressamente la competenza sulle controversie relative all'esercizio della potestà e all'affidamento anche dei figli naturali. Sono di competenza del tribunale per i minorenni i provvedimenti sull'autorizzazione al matrimonio di minori (articolo 84, codice civile), sull'assistenza del minore nella stipula di convenzioni matrimoniali (articolo 90), sulla decadenza dalla potestà genitoriale (articolo 330, codice civile), sulla reintegrazione nella potestà (articolo 332, codice civile), sulle condotte pregiudizievoli dei genitori (articolo 333, codice civile), sulla rimozione e riammissione nell'amministrazione del patrimonio dei figli (articoli 334 e 335, codice civile) e sulla continuazione dell'esercizio dell'impresa del minore (articolo 371, ultimo comma, codice civile). Per i procedimenti di condotta pregiudizievole dei genitori la competenza è del tribunale ordinario nell'ipotesi in cui sia in corso un giudizio di separazione o divorzio o un giudizio in caso di contrasto sull'esercizio della potestà (articolo 316 del codice civile): in tale ipotesi per tutta la durata del processo la competenza, anche per gli altri provvedimenti sulla potestà, spetta al giudice ordinario.

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