I costi di giustizia. Il Consiglio nazionale forense ha denunciato, in un documento pubblicato l'altro ieri, l'aumento dei costi di giustizia dovuto alla legge di stabilità. «L'art. 1, commi 14-23, intervenendo sul T.u. sulle spese di giustizia (dpr n. 115/2002)», si legge, «con disposizioni applicabili ai ricorsi notificati dopo l'entrata in vigore del testo normativo: condanna chi abbia proposto un'impugnazione dichiarata infondata, inammissibile o improcedibile, al pagamento di “un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per la stessa impugnazione [...]” (comma 15). La disposizione si applica anche alle impugnazioni incidentali». Inoltre, secondo il Cnf, la legge prevede «un ulteriore aumento del contributo unificato per le controversie amministrative di cui al comma 6-bis del T.u. spese di giustizia, con riferimento: ai riti abbreviati di cui al titolo V, libro IV del Codice del processo amministrativo per i quali l'importo passa da 1.500 a 1.800 euro (comma 20, lett. a), n. 1); al ricorso straordinario al presidente della repubblica; più in generale per tutti i casi non previsti da disposizioni specifiche, l'importo passa da 600 a 650 euro (comma 20, lett. a), n. 3); ai giudizi di impugnazione, per cui si prevede che il contributo dovuto sia aumentato della metà (comma 21)». «Il novero di norme appena analizzate», scrive il Cnf, «continua a seguire, drammaticamente, la strada di appesantimento dei costi e di riduzione delle garanzie che sta interessando la giustizia civile e amministrativa a partire dal luglio scorso».
L'emendamento salva-tribunali. Ore di attesa per i tribunali minori. È stato infatti accantonato dalla commissione Bilancio l'emendamento all'art. 1 in cui si prevede di prorogare di 24 mesi, dal 31 dicembre 2012 al 31 dicembre 2014, il termine per l'avvio della revisione delle piante organiche, e di ulteriori due anni, oltre ai 12 mesi già previsti, l'entrata a regime del dlgs n. 155/2012. Il presidente dell'Organismo unitario dell'avvocatura, Maurizio de Tilla, ha sottolineato che «le istanze dell'avvocatura espresse nel Congresso nazionale forense, che hanno chiesto a viva voce di soprassedere per il momento da una scelta che prevede l'abbattimento di uffici giudiziari per aprire, invece, un tavolo di discussione e di proposta per esaminare più a fondo l'articolazione territoriale degli uffici giudiziari». Mentre il Coordinamento nazionale degli ordini forensi minori ha inviato al ministro della giustizia, Paola Severino, una nota nella quale sollecita la proroga di almeno un anno dei termini previsti dalla Legge 148 e dai decreti legislativi 155 e 156 per l'acquisto di efficacia delle relative disposizioni.
Gabriele Ventura
