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Una fattura elettronica semplificata, formato europeo

del 15/12/2012
di: di Franco Ricca
Una fattura elettronica semplificata, formato europeo
Deregulation tecnica della fattura elettronica, introduzione della fattura semplificata, fatturazione differita delle prestazioni di servizi, previsione di un termine dilatorio per la fatturazione delle operazioni intracomunitarie, indicazione nella fattura del numero di partita Iva del destinatario soggetto passivo nazionale o comunitario, ovvero del codice fiscale per i privati residenti, obbligo di fatturazione per la maggior parte delle operazioni «fuori campo». La riforma della fattura in «formato Ue» transita dal precario dl salva-infrazioni alla legge di stabilità. L'emendamento del governo mette così al sicuro le disposizioni che recepiscono la direttiva 2010/45/Ue, varate con l'art. 1 del dl n. 216/2012, che prevedono numerose novità in materia di Iva a decorrere dalle operazioni effettuate dal 1° gennaio 2013.

Estensione dell'obbligo ed effetti sul volume d'affari. Il nuovo comma 6-bis dell'art. 21 del dpr 633/72 introduce l'obbligo di emissione della fattura anche per le seguenti operazioni non soggette all'imposta, se effettuate da soggetti passivi stabiliti in Italia:

a) cessioni di beni e prestazioni di servizi, diverse da quelle dell'art. 10, nn. da 1 a 4 e 9, del dpr 633/72 (operazioni creditizie, finanziarie e assicurative esenti, relative mediazioni), effettuate nei confronti di un soggetto passivo che è debitore dell'imposta in un altro stato membro dell'Ue;

b) cessioni di beni e prestazioni di servizi che si considerano effettuate fuori dell'Ue;

Sulle fatture di cui al punto a) occorrerà riportare l'annotazione «inversione contabile», mentre su quelle di cui al punto b) l'annotazione «operazione non soggetta».

Si tratta di operazioni «fuori campo» per carenza del requisito territoriale, finora non sottoposte ad obblighi Iva (fatta eccezione per le cessioni di beni in transito e per le prestazioni di servizi «generiche» rese a soggetti passivi di altri paesi Ue).

L'assoggettamento all'obbligo di fatturazione e conseguente registrazione implica che l'importo di queste operazioni concorrerà alla quantificazione del volume d'affari del contribuente, che risulterà quindi «gonfiato», con riflessi negativi sulla fruibilità di istituti e meccanismi agevolativi collegati all'entità del giro d'affari: ad esempio la possibilità di eseguire le liquidazioni con cadenza trimestrale anziché mensile, riservata ai contribuenti con volume d'affari non superiore a 400.000 ovvero 700.000 euro (a seconda della tipologia di operazioni); l'accesso al nuovo regime di cassa, riservato ai contribuenti con volume d'affari non superiore a 2 milioni; ecc.

Gli effetti dell'innovazione sono sterilizzati almeno nei riflessi dell'istituto degli acquisti in sospensione d'imposta per gli «esportatori abituali»: un'apposita disposizione stabilisce infatti che, ai fini della verifica di tale status, nel volume d'affari non si tiene conto, oltre che delle cessioni di beni in transito o depositati in luoghi soggetti a vigilanza doganale (come in precedenza), delle operazioni indicate nel nuovo comma 6-bis dell'art. 21.

Fattura elettronica e fattura semplificata. Sarà più facile adottare la fattura elettronica, intendendosi tale la fattura che è stata emessa e ricevuta in qualunque formato elettronico, con accettazione del destinatario. Si stabilisce infatti che l'autenticità dell'origine e l'integrità di contenuto della fattura elettronica possono essere garantite ora non solo mediante idonei sistemi di trasmissione elettronica dei dati (Edi) o mediante la firma elettronica qualificata o digitale, ma anche mediante sistemi di controllo di gestione che assicurino un collegamento affidabile tra il documento e la sottostante cessione o prestazione, eliminando sostanzialmente le rigidità tecniche precedenti. Il nuovo art. 21-bis introduce la fattura in modalità semplificata, che potrà essere emessa per le operazioni il cui importo complessivo non superi 100 euro (ma il limite potrà essere elevato con dm fino a 400 euro), nonché per le note di variazione di cui all'art. 26, dpr 633/72. Questa fattura leggera si caratterizza per tre semplificazioni di contenuto:

- è consentito omettere i dati (nome, cognome, denominazione, indirizzo, ecc.) del cliente nazionale o comunitario e di identificarlo con il solo numero di partita Iva o (per i privati italiani) il codice fiscale

- è sufficiente la descrizione dell'oggetto dell'operazione, in luogo della natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi

- è possibile indicare l'importo complessivo lordo, specificando l'importo dell'Iva incorporata oppure soltanto l'aliquota.

La fattura semplificata non è ammessa per le cessioni intracomunitarie di cui all'art. 41, dl 331/93 e per le operazioni di cui all'art. 21, comma 6-bis, lett. a), indicate prima.

Termini di fatturazione. Sarà possibile emettere la fattura differita, entro il giorno 15 mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione, anche per le prestazioni di servizi, purché «individuabili attraverso idonea documentazione». È stato introdotto, inoltre, un termine dilatorio per l'emissione della fattura, fissato nel giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione, per le seguenti operazioni (prima soggette a fatturazione istantanea):

- prestazioni generiche rese ad operatori di altri paesi Ue o extraUe, non soggette ad Iva ai sensi dell'art. 7-ter

- cessioni intracomunitarie

Nello stesso termine, inoltre, si dovrà inoltre emettere l'autofattura per le prestazioni generiche ricevute da soggetti passivi extraUe.

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