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Professionisti over 65, l'Inps ritorna alla carica

del 14/12/2012
di: La Redazione
Professionisti over 65, l'Inps ritorna alla carica
L'Inps cambia strategia di attacco verso i liberi professionisti periti industriali, finiti ingiustamente nelle maglie dell'indagine definita Poseidone, e in questi giorni sta spedendo una pioggia di avvisi di addebito rispetto a presunti versamenti previdenziali non effettuati. La questione, che con il tempo è diventata sempre più spinosa ma anche sorprendente, deve far veramente riflettere: tutto è cominciato nel momento in cui l'Istituto nazionale, nell'ambito di un'indagine incrociata, ha individuato un drappello di liberi professionisti pensionati che continuavano la loro attività dopo aver interrotto il loro versamento previdenziale. In alcuni casi questa interruzione si configurava come un comportamento scorretto, ma in altri casi, invece, i liberi professionisti stavano puramente esercitando una loro facoltà concessa dalla loro Cassa di previdenza di categoria, come appunto nella circostanza dei periti industriali.

C'è voluta la caparbietà di molti enti di previdenza privati per sollecitare l'intervento del legislatore e far approvare una legge (la 111/2011) che identifica in modo chiaro una soluzione ragionevole del caso, ritenendo che un libero professionista iscritto a un albo non può mai ritenersi obbligato verso l'Inps e che dunque nessun perito industriale pensionato avrebbe dovuto sborsare un solo euro di contributo previdenziale fino al 2010. Questo principio è stato rafforzato e confermato dall'Inps stesso sia da una circolare interna (la 99 del 2011) sia da un messaggio operativo (il 709 del 2012), anche se bisogna osservare che le agenzie sul territorio si sono comportate in modo spesso non omogeneo rispetto alle indicazioni che venivano dalla sede centrale, alcune annullando i procedimenti in corso sulla base della nuova normativa, altre andando inspiegabilmente fino in fondo in giudizio. In ogni caso, ogni volta il giudice ha dato ragione all'Eppi: le tre sentenze pilota dei tribunali di Aosta, Padova e Trieste sono state accolte anche da tutti gli altri tribunali cui i periti industriali hanno fatto ricorso, tra cui Bologna, Cosenza, Bari, Roma e da ultimo è arrivata la conferma della Corte di Torino.

La notifica degli avvisi di addebito di questi giorni ha fatto però compiere un brusco passo indietro alla vicenda. In sostanza oggi l'Inps chiede ai professionisti interessati di saldare lo stesso conto di qualche tempo prima, non rivolgendosi più a Equitalia per la fase di riscossione, ma intervenendo direttamente in prima persona, intimando nuovamente di versare presunti contributi previdenziali mancanti e concedendo appena 40 giorni per opporsi. Dato il periodo, le festività imminenti, è possibile che non sia semplice organizzare un'azione a contrasto del provvedimento.

L'Eppi in ogni caso conferma che le legge 111 esclude categoricamente dalla competenza della Gestione separata Inps, i liberi professionisti già pensionati iscritti agli albi professionali e iscritti anche alle relative casse ed enti di previdenza categoriali: in sostanza, i soggetti pensionati che svolgono e percepiscono redditi derivanti dallo svolgimento di attività libero-professionale devono vedersela esclusivamente con la loro previdenza di categoria. Dunque, niente cartelle esattoriali o avvisi di addebito per quanto avvenuto fino al 31 dicembre 2010.

«Voglio però ripetere», conclude con forza Florio Bendinelli, presidente della Cassa periti industriali, «che il comportamento dell'Inps desta qualche perplessità, anche perché significa istruire procedimenti giudiziari che ad oggi, almeno nel caso dell'Eppi, hanno sempre ricevuto parere negativo. Mi continuo a chiedere quando le gestioni provinciali dell'Inps si adegueranno alla norma ed eviteranno così di sprecare denaro pubblico in questo modo».

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