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Nelle parafarmacie, veterinaria regolata da ricetta

del 14/12/2012
di: di Marilisa Bombi
Nelle parafarmacie, veterinaria regolata da ricetta
Self service per i farmaci destinati a canarini, furetti, serpenti e roditori in genere, compresi gli antiparassitari, a meno che non sia espressamente prevista la ricetta medica, Ma anche temperatura non superiore ai 25 gradi e allestimento di un'area servizi e spogliatoio per il personale. Hanno quattro mesi di tempo le parafarmacie che trattano prodotti veterinari per adeguarsi ai requisiti strutturali fissati dal ministero della salute. Lo ha stabilito il decreto del ministro della salute del 19 ottobre scorso, pubblicato nella G.U. del 12 dicembre, il quale ha determinato anche gli obblighi connessi all'attività di farmacovigilanza e di tracciabilità dei medicinali veterinari. La facoltà, per le parafarmacie, di trattare anche tali prodotti è stata introdotta dalla legge 27/2012, di conversione del dl 1/2010. In sostanza, oltre i requisiti richiesti dalle vigenti normative nazionali e regionali e dai regolamenti comunali per gli edifici ad uso commerciale, dovranno essere posseduti anche quelli specifici individuati dal decreto. Tra questi, la disposizione degli spazi e degli arredi all'interno del locale dovrà garantire l'accessibilità libera e diretta da parte dei cittadini ai medicinali veterinari ad azione antiparassitaria e disinfestante per uso esterno, nonché quelli per i pesci di acquario, gli uccelli da gabbia e da voliera, i piccioni viaggiatori. Dovrà essere garantita per tutto l'orario di apertura dell'esercizio di vendita anche la presenza costante di uno o più farmacisti abilitati e regolarmente iscritti al relativo ordine. Quest'ultimi dovranno indossare il camice bianco e il distintivo professionale adottato dalla federazione, mentre il camice del restante personale dovrà essere di un colore diverso, tale da renderlo facilmente distinguibile dal farmacista. Il titolare del negozio intenzionato a trattare medicinali veterinari, prima dell'inizio dell'attività, dovrà comunicare all'Ausl e all'ordine dei farmacisti, territorialmente competente, le generalità dei farmacisti alle dipendenze, con l'indicazione del responsabile del reparto, il quale dovrà essere lo stesso dei farmaci per uso umano, nel caso di vendita promiscua e reso noto agli utenti.

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