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A grande maggioranza, cambia l'ordinamento forense

del 13/12/2012
di: di Alberto Bagnoli presidente di Cassa Forense
A grande maggioranza, cambia l'ordinamento forense
Il XXXI Congresso nazionale forense che si è svolto a Bari dal 22 al 24 novembre si è chiuso rispettando quelle che erano le attese della categoria. A grande maggioranza, l'Avvocatura si è espressa favorevolmente all'immediata approvazione della riforma professionale in discussione al Senato, una legge che gli avvocati aspettano ormai da decenni. Il testo contiene molte le novità, alcune particolarmente importanti sul fronte della previdenza. Un emendamento all'articolo 21 della riforma, infatti, introduce l'obbligatorietà dell'iscrizione alla Cassa forense per tutti i professionisti iscritti agli Albi indipendentemente dal reddito. Entrando definitivamente a far parte dell'ordinamento professionale, la previdenza smette di essere relegata al ruolo di istituzione che eroga servizi condizionati al reddito ma diventa bene comune. La tutela previdenziale e assistenziale, assicurata da una gestione autonoma e indipendente di categoria, è un diritto di tutti gli avvocati iscritti agli albi e in questo senso le nuove disposizioni, prevedendo l'automaticità dell'iscrizione all'albo e alla Cassa forense, pongono fine al regime ibrido dell'avvocato iscritto alla gestione separata Inps, il quale sottrae risorse alla categoria e rinuncia ai benefici dell'appartenenza al fondo professionale. Grazie al nuovo emendamento, lo statuto dell'avvocato si completa con la posizione di iscritto alla Cassa forense. Ciò rafforza non soltanto le posizioni individuali e quelle delle famiglie degli avvocati ma anche la posizione della Cassa forense stessa, che in ragione della sua appartenenza all'ordinamento professionale allontana da sé ogni sconsiderato tentativo di soppressione o di inglobamento in enti sottratti alla gestione diretta della categoria in funzione dei propri interessi. La legge in approvazione autorizza Cassa forense a regolare la gradualità dell'inserimento di quanti, nonostante l'iscrizione all'albo, non raggiungevano i redditi minimi necessari per essere iscritti alla Cassa. Ciò si realizzerà mediante la disciplina di una contribuzione d'ingresso che non penalizzerà i singoli e consentirà loro di crescere nella professione e nella società, anche con l'ausilio degli aiuti messi a disposizione dalla fondazione.

La legge in approvazione assoggetta il reddito delle società professionali alla contribuzione previdenziale e risolve quindi un'importante problematica che ancora non è stata pienamente chiarita per le altre professioni. La legge in approvazione renderà chiaro anche il regime delle incompatibilità della professione, eliminando l'anomala figura dell'avvocato che rimane iscritto all'albo anche se è dichiarato incompatibile ai fini previdenziali. Se c'è obbligo di iscrizione alla Cassa per gli iscritti all'albo, ci sarà obbligo di cancellazione dall'albo per quanti sono dichiarati incompatibili dalla Cassa.

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