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Una finestra per gli enti non commerciali inadempienti

del 13/12/2012
di: Fabrizio G. Poggiani
Una finestra per gli enti non commerciali inadempienti
Per la presentazione del «Modello EAS» omesso a cura degli enti inadempienti, se in possesso di tutti i requisiti e con il pagamento della sanzione minima pari a 258 euro, c'è tempo fino al prossimo 31 dicembre.

Con la risoluzione 110/E di ieri, l'Agenzia delle entrate è intervenuta, in maniera più specifica, sulla remissione in bonis introdotta dal comma 1, dell'art. 2, dl n. 16/2012, convertito con modificazioni nella legge 44/2012.

Il documento di prassi in commento ha ricordato, preliminarmente, l'obbligo introdotto dall'art. 30, dl n. 185/2008 (decreto anticrisi), attraverso il quale gli enti privati non commerciali, che possono applicare le disposizioni di favore, di cui all'art. 148, dpr n. 917/1986 (Tuir) e all'art. 4, dpr n. 633/1976 (Iva), sono tenuti a rispettare; detto obbligo consiste nella redazione e presentazione del «Modello EAS».

I termini per l'invio erano differenziati e definitivamente fissati al 31/03/2011 per gli enti già costituiti alla data di entrata in vigore del decreto, alla medesima data per quelli costituiti dopo l'entrata in vigore del provvedimento, qualora il sessantesimo giorno dalla costituzione fosse scaduto prima del detto termine, e nel termine di sessanta giorni dalla costituzione, se quest'ultima cadeva il 31/03/2011 o successivamente.

Con il dl n. 16/2012 il legislatore fiscale ha introdotto l'istituto della remissione in bonis con il quale è stato stabilito che, in presenza dei requisiti e in assenza di accessi, ispezioni o verifiche o di altre attività amministrative di accertamento, il contribuente può far valere il regime agevolato, compreso quello destinato agli enti non commerciali, attraverso l'inoltro della comunicazione obbligatoria e il versamento della sanzione minima (euro 258), prescritta dal comma 1, art. 11, dlgs n. 471/1997.

Con riferimento agli enti che non hanno mai inviato il modello indicato, le Entrate confermano quanto indicato nella recente circolare (circ. n. 38/E/2012 § 1.4), ribadendo che l'ente può sanare la propria posizione, in questa fase di prima applicazione, entro il prossimo 31 dicembre, versando contestualmente la sanzione ridotta ancorché il termine a regime fosse scaduto alla data di presentazione delle dichiarazioni (30/09/2012).

Peraltro, gli enti che, per effetto della costituzione al 1° agosto scorso, avrebbero dovuto presentare il modello entro il 30/09/2012, possono presentare l'EAS entro il 30/09/2013 (termine di presentazione della dichiarazione dei redditi 2012), con pagamento della sanzione minima alla medesima data, in quanto il sessantesimo giorno dalla data di costituzione coincide con il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi; in detti casi, la remissione in bonis può avvenire entro il termine di presentazione della successiva dichiarazione.

Gli enti che hanno inviato il modello, ma ben oltre i termini prescritti, e sono desiderosi di sanare la propria posizione utilizzando l'istituto introdotto dal dl n. 16/2012, devono procedere con il solo versamento della sanzione minima entro la fine dell'anno in corso.

Infine, il documento di prassi conclude la propria analisi ricordando che un'ulteriore risoluzione (ris. n. 46/E/2012) ha precisato che la sanzione deve essere versata con la delega «F24», utilizzando il codice tributo «8114», da esporre nella sezione «Erario» del modello di delega in corrispondenza della colonna relativa agli importi indicando, come anno di riferimento, quello di regolarizzazione.

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