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Pmi, una bussola guida la compilazione dei bilanci

del 13/12/2012
di: di Andrea Fradeani
Pmi, una bussola guida la compilazione dei bilanci
Una guida per la redazione del bilancio delle imprese di minori dimensioni. Il Cndcec ne spiega, in vista della campagna bilanci, le possibili semplificazioni: non solo quando e come applicare gli schemi abbreviati dell'art. 2435-bis c.c., ma pure l'analisi di criticità quali i finanziamenti soci, le operazioni con parti correlate e gli accordi fuori bilancio.

Il documento approvato dalla commissione sulle Norme e i principi contabili si apre ricordando chi può applicare le semplificazioni previste dalle disposizioni civilistiche. Si tratta delle società, prive di titoli negoziati in mercati regolamentati, che nel primo esercizio o, successivamente, per due esercizi consecutivi, non abbiano superato due dei seguenti limiti: attivo di 4.400.000; ricavi da vendite e prestazioni 8.800.000; 50 dipendenti in media nell'esercizio. Per prudenza, sostiene il documento, è opportuno usufruire della facoltà a partire dal rendiconto relativo all'esercizio successivo a quello nel quale non vengono superati per la seconda volta i limiti; si suggerisce, invece, di adottare il bilancio ordinario sin dal rendiconto relativo all'esercizio nel quale, per la seconda volta consecutiva, questi vengono superati.

Le semplificazioni dell'art. 2435-bis c.c. sono una facoltà che trova, quali limiti, le clausole generali della chiarezza e della rappresentazione veritiera e corretta: i redattori sono cioè obbligati, qualora lo richieda la particolare situazione aziendale, a fornire informazioni aggiuntive anche in deroga a quanto previsto dai commi terzo e quarto dell'articolo citato. Si ammette pure la possibilità di redigere anche i cosiddetti bilanci «misti», ossia con alcuni prospetti in forma ordinaria (tipicamente stato patrimoniale e conto economico) e altri in forma semplificata (la nota integrativa); in questo caso, però, il documento non affronta ricorda la necessità del cosiddetto «doppio deposito», ossia l'impossibilità di renderli con la vigente tassonomia XBRL. La commissione Norme e i principi contabili affronta, quindi, punti particolarmente critici su la prassi è spesso carente. In primo luogo la tematica dei finanziamenti soci. Tale operazione ha assunto, visti gli impatti della crisi sia sui conti economici che sulla disponibilità di credito, una frequenza e una significatività del tutto peculiare. È necessario offrire un'adeguata informativa in nota integrativa (sia da parte della società erogante che di quella beneficiaria) non solo per rappresentare correttamente l'aspetto patrimoniale-finanziario ma anche per disporre, nella frequente ipotesi della loro infruttuosità, di uno strumento per vincere la presunzione legale di onerosità dettata dalle disposizioni tributarie. Nelle srl deve essere prestata particolare attenzione, inoltre, ai finanziamenti soggetti a postergazione nel rimborso ai sensi dell'art. 2467 c.c.

Vengono poi le operazioni con parti correlate. Sono frequenti, specie nelle piccole imprese, le transazioni fra la società ed i principali soci o i componenti della governance. Queste operazioni, qualora rilevanti e non effettuate a condizioni di mercato (anche gli stessi finanziamenti infruttiferi dei soci) debbono essere dettagliate con lo stesso rigore del bilancio ordinario. L'unica agevolazione, come ribadisce il documento del Cndcec, consiste nella limitazione dei soggetti «monitorati» ai maggiori azionisti (ossia chi detiene partecipazioni di controllo o collegamento) e ai membri degli organi di amministrazione e controllo.

Per le operazioni fuori bilancio sono concesse, dall'art. 2435-bis c.c., significative semplificazioni: i redattori debbo limitarsi, infatti, ad indicare in nota integrativa la natura e l'obiettivo economico di tali operazioni, senza bisogno di ulteriori dettagli. La commissione Norme e i principi contabili ricorda però, in linea con l'OIC 12, l'opportunità - quale conseguenza del rispetto delle clausole generali dell'art. 2423 c.c. - di indicare comunque, in caso di valori significativi, gli effetti patrimoniali, finanziari ed economici di tali operazioni come nel bilanci ordinario.

Il documento si chiude con la raccomandazione di rappresentare nella relazione sulla gestione, oppure in nota integrativa qualora la prima non sia redatta, l'utilizzo degli istituti di sospensione del pagamento delle rate dei finanziamenti bancari a medio termine previsti dal vigente ordimento: tali operazioni, infatti, sono segnali inequivocabili di tensione finanziaria che non può essere sottaciuta ai soci e, soprattutto, ai terzi. Si richiede, in particolare, un approfondimento della situazione di difficoltà che ha giustificato l'accesso a tali benefici.

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