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Casse dei professionisti tartassate sui rendimenti

del 11/12/2012
di: di Simona D'Alessio
Casse dei professionisti tartassate sui rendimenti
Circa 144 milioni di euro. È questa la (ingente) somma che le casse di previdenza dei professionisti potrebbero risparmiare, e utilizzare per ulteriori servizi assistenziali a beneficio degli iscritti, se fosse eliminata la tassazione sui rendimenti finanziari. A effettuare la stima il centro studi dell'Adepp, l'Associazione dei 20 enti privatizzati (nati con i dlgs 509/1994 e 103/1996) che, alla vigilia della presentazione del secondo rapporto sulla previdenza (oggi, a Roma), anticipa ad ItaliaOggi l'ammontare della stima («prudenziale, perché potrebbe essere anche più alta», tiene a sottolineare il presidente Andrea Camporese) della cifra che è destinata, comunque, a salire. Difatti, «non soltanto subiamo già un prelievo sui trattamenti erogati, ma va ricordato che la tassa sulle rendite è ulteriormente aumentata dal 1° gennaio 2012 passando dal 12,5 al 20%» per effetto della legge 148/2011. Una duplice imposizione, dunque, che «non ha eguali in Europa perché in altri paesi il punto di vista è contrario: si lascia, infatti, il denaro alla previdenza perché, all'opposto che da noi, si è consapevoli che essa svolge un'attività sussidiaria allo stato, sostenendo il tenore delle prestazioni pensionistiche e di welfare». Secondo il vertice dell'Adepp, che raggruppa una platea di iscritti fra le diverse categorie professionali pari a 1.678.601 attivi, «è evidente che siamo considerati alla stregua di un fondo speculativo totalmente privato», salvo poi, come accade con il provvedimento sulla spending review (legge 135/2012), «inquadrarci quali soggetti pubblici che devono contenere i consumi intermedi, versando il ricavato all'erario», ossia effettuare un taglio del 5% per l'anno in corso e del 10% per il 2013, pari rispettivamente a circa 3,8 milioni di euro e poco meno di 7,6 milioni (si veda anche ItaliaOggi del 01/12/2012). L'attività di revisione della spesa del settore pubblico, si sfoga Camporese, «che ha delle logiche completamente diverse, viene trascinata nel nostro ambito, con l'effetto di deprimere i montanti della platea degli iscritti».

Dal cahier de doléances ai progetti per il futuro. Insieme al vicepresidente della commissione europea, Antonio Tajani, l'Adepp «ha messo in moto un percorso di collaborazione per rientrare nella nuova normativa comunitaria, che conterrà finanziamenti per decine di miliardi, con cui si sosterrà la fase di start-up delle pmi. E, poiché noi riteniamo che i professionisti rappresentino delle imprese individuali, assumendo su di sé tutto il rischio, vorremmo inserirci in questa dinamica», conclude, «per garantire una copertura anche a chi apre uno studio, necessita di strumenti innovativi e tecnologici, o segue percorsi di formazione».

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