Consulenza o Preventivo Gratuito

Sanatoria per la liquidazone Iva di gruppo

del 11/12/2012
di: di Roberto Rosati
Sanatoria per la liquidazone Iva di gruppo
Le società che nel 2011 e/o nel 2012 hanno attivato la procedura di liquidazione Iva di gruppo senza darne comunicazione all'Agenzia delle entrate possono sanare l'irregolarità, in via eccezionale, entro il prossimo 31 dicembre. Questo in base all'interpretazione delle disposizioni sulla «remissione in bonis» fornita dall'Agenzia delle entrate con la circolare n. 38 del 28 settembre 2012, che in fase di prima applicazione dell'istituto introdotto dal dl n. 16/2012 ha ritenuto di fissare quale primo termine il 31 dicembre 2012.

L'art. 2, comma 1, del citato dl ha introdotto disposizioni atte a consentire al contribuente di sanare le inadempienze formali connesse alla fruizione di benefici fiscali o di regimi opzionali. La disposizione ha infatti previsto che la fruizione di benefici di natura fiscale o l'accesso a regimi fiscali opzionali, subordinati all'obbligo di preventiva comunicazione ovvero ad altro adempimento di natura formale non tempestivamente eseguiti, non è preclusa, sempre che la violazione non sia stata constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l'autore dell'inadempimento abbia avuto formale conoscenza, qualora il contribuente:

a) abbia i requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento;

b) effettui la comunicazione ovvero esegua l'adempimento richiesto entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile;

c) versi contestualmente l'importo pari alla misura minima della sanzione stabilita dall'art. 11, comma 1, del dlgs n. 471/97, ossia l'importo di 258 euro, con il modello F24 ma senza possibilità di compensazione.

Il raggio di azione del nuovo istituto è, ovviamente, diverso da quello del dpr n. 442/97 sulla disciplina delle opzioni e revoche (nella quale la scelta del contribuente è efficace sulla base del semplice «comportamento concludente»).

In materia di Iva, per esempio, la nuova disposizione è applicabile all'opzione per l'adesione al regime di liquidazione dell'Iva di gruppo, alla quale non si applica il principio del comportamento concludente per espressa previsione dell'art. 4 del dpr n. 442/97. Per attivare legittimamente la procedura, infatti, è necessario presentare l'apposito modello Iva 26 entro il termine di liquidazione e versamento dell'imposta relativa al mese di gennaio dell'anno di riferimento, ossia entro il 16 febbraio. Pertanto, in caso di omessa o tardiva presentazione del modello 26, non è consentito avvalersi della procedura, con la conseguenza che le eventuali compensazioni intervenute fra le società del gruppo si considerano illegittime. Questa criticità trova ora una soluzione nell'istituto della remissione in bonis, che consente di regolarizzare la situazione alle condizioni sopra illustrate.

In merito alla condizione di cui alla lettera b), nella circolare n. 38/2012 l'Agenzia ha ritenuto che la comunicazione (ossia la presentazione del modello Iva 26) debba effettuarsi entro il termine di presentazione della prima dichiarazione Iva che scade successivamente al termine previsto per effettuare la comunicazione stessa: a regime, quindi, se viene attivata la procedura di gruppo per l'anno 1 in difetto della presentazione del modello 26 entro il 16 febbraio, sarà necessario presentare il modello entro il 30 settembre dello stesso anno 1.

Termine speciale in prima applicazione

Tenuto conto che il dl 16/2012 è entrato in vigore il 2 marzo 2012, l'Agenzia ha chiarito che le relative disposizioni trovano applicazione con riferimento alle irregolarità per le quali, alla suddetta data, non sia ancora scaduto il termine di presentazione della prima dichiarazione utile ai fini della regolarizzazione.

Inoltre, in sede di prima applicazione, considerato che l'accesso al regime opzionale trova, di fatto, compiuta rappresentazione solamente nella dichiarazione relativa al periodo d'imposta in cui il contribuente se ne è avvalso, l'Agenzia ha espresso l'avviso che la sanatoria trovi applicazione anche con riferimento alle irregolarità per le quali, alla suddetta data, sia scaduto il termine di presentazione della prima dichiarazione utile, ma non il termine di presentazione della dichiarazione riguardante il periodo d'imposta nel quale l'adempimento è stato omesso (per esempio, adempimenti omessi nel 2011).

In considerazione dell'incertezza interpretativa in merito all'individuazione del termine entro il quale sanare l'adempimento omesso, l'Agenzia ha infine ritenuto che il termine entro cui regolarizzare le omissioni in esame, compresi gli adempimenti omessi nel periodo d'imposta per il quale il termine di presentazione della relativa dichiarazione è scaduto successivamente al 2 marzo 2012, sia il 31 dicembre 2012. Di conseguenza, le società che si siano avvalse della procedura di gruppo per gli anni 2011 e/o 2012 senza presentare tempestivamente il modello Iva 26, potranno sanare l'infrazione entro il prossimo 31 dicembre.

© Riproduzione riservata

vota