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La rinuncia all'usufrutto non sterilizza i benefici

del 08/12/2012
di: Debora Alberici
La rinuncia all'usufrutto non sterilizza i benefici
L'atto di rinuncia all'usufrutto non fa decadere il contribuente dai benefici fiscali per l'acquisto della prima casa. È quanto affermato dalla Cassazione che, con ordinanza 22244 del 7 dicembre 2012, ha respinto il ricorso dell'amministrazione finanziaria. Questo perché, ha spiegato il Collegio di legittimità, l'atto di rinuncia all'usufrutto non è un vero e proprio trasferimento e dunque non è contemplato dal legislatore come causa di decadenza dai benefici fiscali sulla prima casa. Dunque i motivi presentati dall'amministrazione finanziaria in Cassazione non colgono nel segno: infatti, scrivono i giudici con l'Ermellino, «avuto riguardo al fatto che l'impugnata decisione non contiene alcuna affermazione di principio in contrasto con la disposizione denunciata, che le norme prevedenti le agevolazioni di che trattasi non annoverano tra le ipotesi decadenziali la rinuncia all'usufrutto e che quest'ultimo atto non può essere qualificato traslativo, nel senso proprio del termine, producendo, di per sé, l'estinzione del diritto, ancor quando allo stesso, poi, consegua la riespansione del diritto del proprietario, in tutte le pertinenti facoltà». La vicenda riguarda un contribuente che aveva acquistato un immobile usufruendo, in sede di rogito, delle agevolazioni fiscali per la prima casa. L'uomo aveva poi rinunciato all'usufrutto sull'immobile conservando così la nuda proprietà. Per questo l'ufficio del registro aveva recuperato a tassazione le maggiori imposte, sostenendo che il contribuente non aveva più diritto all'agevolazione in quanto non aveva più il godimento del bene. Contro la cartella esattoriale ha presentato ricorso di fronte alla Ctp e lo ha vinto. Il verdetto è stato poi confermato dalla Ctr di Aosta che ha respinto il ricorso dell'amministrazione finanziaria. Ora la decisione è diventata definitiva in Cassazione. Anche la Procura generale di Piazza Cavour aveva chiesto alla sezione tributaria di respingere tutti i motivi presentati dall'amministrazione finanziaria. Ora il fisco non recupererà le maggiori imposte ed è stato condannato a rifondere le spese processuali.

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