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Niente saldi sugli immobili delle Casse di previdenza

del 06/12/2012
di: Ignazio Marino
Niente saldi sugli immobili delle Casse di previdenza
Niente saldi sugli immobili delle casse di previdenza. Come richiesto dagli enti, non entra nel maxiemendamento al ddl Sviluppo la norma che prevedeva condizioni agevolate sui prezzi di vendita (forzosa) e su quelli delle locazioni degli alloggi a favore delle famiglie, delle persone anziane e singole a basso reddito o con comprovata difficoltà finanziaria. «La disposizione, comportando minori entrate per gli enti, avrebbe potuto pregiudicare la sostenibilità delle prestazioni previdenziali istituzionali» scrive la Ragioneria generale dello Stato nella relazione tecnica al disegno di legge su cui sarà posta la fiducia stamattina. «Esprimo grande soddisfazione per lo stralcio dell'emendamento», commenta a caldo Andrea Camporese, presidente dell'Adepp (l'Associazione degli enti di previdenza privatizzati), «una norma che, se approvata, avrebbe segnato una pagina nera nella storia dei rapporti istituzionali, del rispetto delle leggi di privatizzazione e della tutela dei legittimi interessi degli oltre due milioni di iscritti al sistema della previdenza privata». Continua Camporese: «L'emendamento, oltre a ledere gravemente l'autonomia gestionale e amministrativa delle casse, avrebbe rischiato di produrre danni gravi alla sostenibilità degli enti, appena usciti dallo stress test dei bilanci a 50 anni. Ricordo che noi abbiamo investito 150 milioni di euro sul fondo dell'housing sociale della Cassa depositi e prestiti proprio come atto di responsabilità verso le categorie più deboli, dopo aver stipulato contratti con le associazioni degli inquilini che investono locazioni a costi calmierati. L'attenzione alle sofferenze delle persone passa attraverso ben altre strade che coinvolgono una responsabilità tutta pubblica. A noi spetta dare risposte a migliaia di giovani professionisti che non riescono ad arrivare a fine mese e che parte del loro faticoso risparmio previdenziale ha rischiato di essere compromesso. Ora», conclude il presidente dell'Adepp, «spero che la questione sia chiusa e che i nostri sforzi si possano concentrare a individuare vie di uscita da una crisi che non ha eguali nella storia, che coinvolge i nostri iscritti e le loro famiglie, che hanno il diritto di credere in un futuro previdenziale sereno». L'annuncio dello stralcio della disposizione è arrivato nel tardo pomeriggio. Dopo una giornata di proteste provenienti non solo dai presidenti degli enti (si veda ItaliaOggi di ieri). Per il presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, l'emendamento sulle dismissioni immobiliari e le locazioni degli enti previdenziali avrebbe «configurato un grave attentato a patrimoni privati e ai principi dell'economia libera. In un momento in cui il mercato, tanto più quello immobiliare, già pressoché totalmente prostrato da una tassazione che è la più alta d'Europa, di tutto ha bisogno meno che di questi interventi depressivi». Pronta a promuovere ogni forma di protesta necessaria si era detta la Federazione degli agenti e rappresentanti di commercio (iscritti all'Enasarco, l'ente che ha in corso un piano di dismissione da 17 mila alloggi) aderente a Confcommercio.

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