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Piano performance diventa obbligatorio per i comuni

del 01/12/2012
di: La Redazione
Piano performance diventa obbligatorio per i comuni
Un carico di burocrazia sugli atti di gestione degli enti locali. Oltre al Piano esecutivo di gestione si configura l'obbligo di adottare un doppione: il piano della performance, previsto dalla legge Brunetta. Gli emendamenti alla legge di conversione del dl 174/2012 rischiano di rendere confusionario il quadro delle attività di controllo e di programmazione di comuni e province. In particolare, un emendamento all'articolo 3, comma 1, lettera g) del decreto prevede di aggiungere all'articolo 169 del dlgs 256/2000 un comma 3-bis ai sensi del quale «il piano esecutivo di gestione è deliberato in coerenza con il bilancio di previsione e con la relazione previsionale e programmatica. Al fine di semplificare i processi di pianificazione gestionale dell'ente, il piano dettagliato degli obiettivi di cui all'articolo 108, comma 1, e il piano della performance di cui all'articolo 10 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, sono unificati organicamente nel piano esecutivo di gestione». La prima parte dell'emendamento, che consente di unificare il piano esecutivo di gestione (che aggancia le attività da svolgere alle risorse finanziarie) col piano dettagliato degli obiettivi è sostanzialmente inutile. I due atti di pianificazione vengono da sempre gestiti come un unico elemento, distinto in due sezioni dalla gran parte degli enti locali. La seconda parte rischia di creare lavoro pedante e inutile, laddove richiama come adempimento obbligatorio l'approvazione del piano della performance, previsto dall'articolo 10 del dlgs 150/2009. Con l'emendamento si potrebbe configurare come obbligatorio per gli enti locali un articolo della riforma Brunetta che essa stessa riforma ha escluso applicarsi direttamente all'ordinamento di comuni e province. Gli articoli 16, 31 e 74 della riforma Brunetta, posti a indicare quali norme si applichino almeno come principi agli enti locali nemmeno menzionano l'articolo 10 del dlgs 150/2009. E non si tratta di un caso. Il piano della performance, previsto da detto articolo 10 è «un documento programmatico triennale, da adottare in coerenza con i contenuti e il ciclo della programmazione finanziaria e di bilancio, che individua gli indirizzi e gli obiettivi strategici e operativi e definisce, con riferimento agli obiettivi finali e intermedi e alle risorse, gli indicatori per la misurazione e la valutazione della performance dell'amministrazione, nonché gli obiettivi assegnati al personale dirigenziale e i relativi indicatori». Tale piano della performance è espressamente dedicato alle sole amministrazioni statali, perché solo per esse è innovativo. I suoi contenuti sono già e da moltissimi anni previsti in due atti di programmazione degli enti locali: la relazione previsionale e programmatica e il piano esecutivo di gestione. Per altro, l'articolo 10 del dlgs 150/2009 prevede anche una scadenza per l'adozione del piano della performance, il 31 gennaio di ogni anno, assolutamente incompatibile con gli ordinari termini di approvazione dei bilanci e del Peg degli enti locali. Un doppione che è auspicabile non venga inserito nell'ordinamento locale e comunque, solo facoltativo.

Luigi Oliveri

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