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Chi vince la gara paga la pubblicazione del bando

del 01/12/2012
di: La Redazione
Chi vince la gara paga la pubblicazione del bando
I costi della pubblicazione sui quotidiani dei bandi e degli avvisi di gare di appalto pubblico saranno a carico di chi vince la gara; ampliata la possibilità dei crediti di imposta per i Ppp (Partenariati pubblico-privati), possibile per interventi oltre i 100 milioni e per le reti Ngn di importo inferiore a 100 milioni; chiarito che saranno certificabili anche i crediti vantati dai professionisti verso le Amministrazioni.

Sono queste alcune delle novità contenute negli emendamenti presentati dai relatori del decreto-legge 179 (c.d. «crescita 2»). Una prima rilevante novità riguarda i costi per la pubblicità legale dei bandi e degli avvisi di gara. Si prevede infatti che per i bandi e gli avvisi pubblicati successivamente al primo gennaio 2013 le spese (pubblicazione per estratto sui quotidiani, ex art. 66, comma 2 del codice dei contratti pubblici) debbano essere rimborsate alla stazione appaltante dall'aggiudicatario, entro il termine di 60 giorni dall'aggiudicazione. Il costo di pubblicazione, noto al momento della gara, verrebbe quindi ad essere caricato sull'affidatario del contratto, sostanzialmente riducendo anche l'utile di un appalto. Novità anche per il credito di imposta relativo ai contratti di partenariato pubblico-privato (deve trattarsi sempre di interventi la cui progettazione definitiva sia stata approvata entro il 31 dicembre 2015 e per i quali non sono previsti contributi pubblici a fondo): l'emendamento dei relatori in primo luogo amplia sensibilmente il raggio di azione della norma: se nel testo del decreto-legge l'utilizzabilità del credito era prevista per interventi di valore superiore a 500 milioni, adesso nella proposta dei relatori, la norma si potrà applicare al di sopra dei 100 milioni, andando quindi a intercettare anche project finance di minore importo. Inoltre è previsto che la norma sia applicabile anche per progetti finalizzati allo sviluppo delle reti Ngn (le cosiddette «reti di prossima generazione») sul territorio nazionale, di importo inferiore a 100 milioni di euro Dal punto di vista tecnico-operativo, poi, si prevede che il credito non sia più «a valere» su Ires e Irap, ma «utilizzabile in compensazione esclusivamente dei versamenti relativi sull'Ires e sull'Irap». Un'altra norma degli emendamenti stabilisce che i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, di cui all'articolo 13 della legge n. 183 del 2011 e all'articolo 31 del decreto-legge n. 78 del 2010, maturati per somministrazione, forniture e appalti sono interpretati nel senso di includere anche le somme spettanti quale corrispettivo per prestazioni professionali eseguite da un professionista iscritto ad albo o collegio. La disposizione incide sulla disciplina che consente - su istanza del creditore di somme dovute per somministrazioni, forniture e appalti - alle regioni e agli enti locali di certificare al creditore la cessione pro soluto a favore di banche o intermediari finanziari. In sostanza quindi si interviene con una norma di carattere interpretativo, cautelativamente, per evitare che le prestazioni rese dai professionisti possano essere ritenuti non ricomprese nell'ambito di applicazione oggettivo della norma.

L'emendamento dei relatori prevede che per la progettazione e la realizzazione di interventi infrastrutturali nel settore ferroviario sia Rfi il soggetto destinatario dei fondi da assegnare con le delibere Cipe.

Si introduce una sanzione «a titolo di danno alla produzione», commisurata a una percentuale che dovrà essere stabilita dal Mef, per le stazioni appaltanti che non prevedono nei capitolati di appalto il divieto di utilizzare prodotti originari di paesi terzi per più del 50% del valore della fornitura. Viene prevista anche la possibilità di trasferimento a titolo gratuito compendio costituente l'Arsenale di Venezia al Comune di Venezia, che ne assicura l'inalienabilità, la valorizzazione, il recupero e la riqualificazione, in questa operazione sarà possibile anche realizzare, fra gli altri, il Centro operativo e servizi accessori del Sistema Mose e sarà consentito destinare a titolo oneroso parti del compendio per finalità diverse dalla gestione del Mose.

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